Archivio tag: Rifiuti

In aumento l’energia da rifiuti. Nel 2011 prodotti 2 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani e 221 TWh di energia.

Il rapporto “Waste-to-Energy Markets – Renewable Power and Heat Generation from Municipal Solid Waste: Market Outlook, Technology Assessments, and Capacity and Revenue Forecasts” di Pike Research analizza le opportunità per il mercato globale delle energie da rifiuti (Waste-to-Energy – Wte) per tre segmenti tecnologici principali: combustione, gassificazione e la digestione anaerobica e «fornisce una valutazione completa dei driver della domanda, dei modelli di business, dei fattori politici, della tecnologia e le questioni connesse alla rapida crescita di mercato per le Wte», riguardanti i principali protagonisti mondiali di questo discusso settore e le previsioni fino al 2022 sulla produzione di energia per applicazione e regione.

Pike Research spiega che la Wte «comprende tecnologie di conversione termica e biologica che sbloccano l’energia utilizzabile immagazzinata nei rifiuti solidi urbani (Rsu) per produrre elettricità e calore. Gli impianti di termovalorizzazione sono integrati in più ampi regimi di gestione dei rifiuti volti a prevenire l’utilizzo delle discariche. Riducendo il volume dei rifiuti del 90% o più ed evitando le emissioni di gas metano dal degrado della discarica, la Wte offre un’opzione interessante per promuovere la crescita low-carbon nell’affollato panorama delle energie rinnovabili».

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"TOXIC NAPOLI", l'emergenza rifiuti campana che parla inglese. Un documentario di VBS.tv rilanciato dalla CNN sull'emergenza rifiuti campana.

Proprio mentre si sta insediando il nuovo presidente della Regione Campania, la CNN lancia un documentario sulla tragedia ambientale che ha colpito e che continua a colpire Napoli e la regione stessa. Realizzato da Lele Saveri per VBS.tv, un sistema di broadcasting online del media group Vice, un editore indipendente newyorkese, “Toxic Napoli” ricostruisce una delle pagine pù brutte della storia campana. Racconta dei rapporti con la camorra e, attraverso le immagini del territorio, mostra la situazione terrificante nella quale ci troviamo.

Nulla di nuovo, ci verrebbe da dire, ormai ci sono così tanti documentari sulla vicenda che “Toxic Napoli” sembra l’ennesima serie di filmati di ecoballe ammassate, ma non è così. Questo documentario è stato fatto da americani, per il mercato americano. Viene mostrata la nostra terra non attraverso i nostri occhi ma attraverso quelli di un popolo diverso, che ci ha sempre guardato come una terra meravigliosa ed un popolo stupendo. Anche se i contenuti e le interviste rimandano a cose che abbiamo già visto e sentito, il fatto che si parli in inglese e si ragioni all’americana da’ a questo documentario una immagine completamente diversa.

Si parla di Taverna del Re, delle piramidi campane di ecoballe che farebbero invidia a Cheope, si parla delle discariche abusive e delle colpe della camorra e delle ecomafie. Si parla del “miracolo napoletano” realizzato dal santissimo presidente del consiglio che ha tolto i rifiuti dalla strada per metterli su gigantesche piazzole di cemento o in qualche discarica nascosta agli occhi dei cittadini.

Si parla di pecore e pecorari, che hanno dovuto traslocare dalla loro terra, dove da decenni crescevano le loro greggi, solo perché ogni giorno nascevano pecore deformi e intossicati dalla diossina. Acerra era un paese agricolo, rigoglioso e produttivo, oggi la gente non arriva a cinquant’anni.

Si parla degli interessi della camorra che ha saputo sfruttare alla grande l’emergenza e l’attività del commissariato, lucrando avidamente su tutto quello che riguardava i rifiuti: affitto dei terreni per lo stoccaggio delle ecoballe (affitti lievitati a dismisura), uso dei tir per il trasporto delle balle. La malignità di un nord produttivo che quando si ritrova con pericolosi scarti industriali li viene  a “smaltire” a sud, compresi i rifiuti radioattivi.

Infine, c’è la discarica del commissariato, quel bel catino di immondizia che si trova a Chiaiano che Francesco Barbato, della IDV, ha definito “il buco nero”. C’è di tutto in questo documentario americano, c’è la nostra città che, nonostante i proclami dei politici “con la coscienza apposto” continua a morire giorno dopo giorno.

Vi invito a guardare il documentario (prima parte e seconda parte), non c’è niente di nuovo se non nella lingua di chi lo raccolta e di chi lo ascolta.

Regi Lagni: on line la mappa dei rifiuti. Cumuli di spazzatura e scarichi fognari abusivi, la morte lenta di un opera idrica storica.

Materiale da costruzione contenente amianto, guaina bituminosa, miscugli o scorie di cemento

La Regione Campania, in collaborazione con l’Arpac, ha realizzato un portale web interamente dedicato ai Regi Lagni raggiungibile all’indirizzo www.regilagni.it. Oltre a numerose notizie sullo stato degli storici alvei campani è possibile consultare la “mappa dei rifiuti”, che permette di individuare i numerosi scarichi abusivi presenti lungo il fitto reticolo dei canali. Oltre ai rifiuti, è possibile individuare gli sbocchi degli scarichi fognari abusivi, realtà non in secondo piano nella già devastata ampania Felix.

Il portale nasce dal “grande progetto Regi Lagni” che la Regione Campania ha avviato e per il quale ha previsto lo stanziamento del 40% dei fondi comunitari. Palazzo Santa Lucia ha siglato due protocolli d’intesa, il primo con i comuni attraversati dal canale principale, il secondo con quelli attraversati da una serie di affluenti: gli accordi assegnano al Consorzio di bonifica del Basso Volturno il compito di ripulire alvei e sponde, di risistemare gli argini e di avviare i primi interventi di alberatura, per ricostruire la vegetazione lungo i «lagni».
Negli ultimi mesi, inoltre, è stato siglato un accordo per il recupero della residenza borbonica di Carditello, nel Casertano, dove la Regione propone di insediare un Orto della biodiversità mediterranea, con la partecipazione degli atenei campani. E proprio nel Palazzo di Carditello, Regione e associazioni degli agricoltori si sono impegnati a elaborare un disciplinare di produzione per i prodotti agroalimentari dell’area: una serie di regole, con controlli ambientali e sanitari, che possa garantire ai Regi Lagni un marchio di qualità e rilanciarne i prodotti.

Intervista all'assessore all'Ambiente della regione Calabria Silvio Greco sulla nave dei veleni: biodiversità a rischio e scomparsa di intere specie viventi.

Che nel sud dell’Italia ci sia uno strano rapporto tre il terrotiorio e chi lo vive è cosa nota, basti pensare alle ecomafie che per soldi sono disposte ad inquinare in modo irreversibile la stessa terra dove i figli ed i nipoti saranno costretti a viveve. E la storia che abbiamo letto sul sito dell’unità, a dire la verità è una intervista, mostra evidente questo malessere. Silvio Greco, assessore all’Ambiente della regione Calabria, è parte attiva dell’attività di controllo legata al ritrovamento della nave dei veleni lungo le coste di Cetrara. E’ un biologo marino e da scienziato sta vivendo con difficoltà e intenso coinvolgimento questa scenario di tremenda devastazione che si prospetta nell’orizzonte calabrese. La presunta nave dei veleni fa ancora pù paura perché è come un mostro amorfo, del quale non si riesce a definire i contorni: non si sa cosa contiene e in che condizione si trovano i fusti. Potrebbe nascondere una vera e propria catastrofe ambientale di proprorzioni spaventose. Greco è molto critico con il governo che, a suo dire, «non ha fatto niente. Se una cosa del genere fosse stata scoperta a largo di Portofino o di Venezia non credo proprio che le cose sarebbe andate così. Evidentemente non si rendono conto che il mare non conosce i confini amministrativi. Il mare è di tutti. Questa è una catastrofe nazionale». Continua a leggere

Plastica biodegradabile e plastica non biodegradabile: tra PLA e PET cosa è meglio scegliere?

Quate volte ci siamo trovati dinanzi a questo dilemma: ma questo bicchiere (o bottiglia, o piatto, o quello che è) è differenziabile o meno? Non sempre la risposta è affermativa e non sempre è immediata, ma da ora la domanda potrà essere formulata diversamente. Infatti, è già da qualche anno che si sente parlare di plastica biodegradabile: la PLA (plastica derivata da mais), che è ottenuto da zuccheri fermentati derivati dal mais. La PLA è compostabile al 100% e premette uno smaltimento completo e senza residui. Continua a leggere

Ancora cumuli di rifiuti nelle strade napoletane: dai frigoriferi ai mobili. Intervento straordinario dell'Asia per ripulire le strade di Fuorigrotta.

Sembrava che il peggio fosse passato, che con l’azione totale di pulizia messa in piedi dal governo, con il coinvolgimento, niente di meno, dell’esercito, tutto fosse solamente un ricordo: a partire dalle montagne di rifiuti che arrivavano al primo piano delle case a finire alle colonie di topi che vi sguazzavano, e invece? Invece no: ci risiamo!

Non siamo ai livelli dell’ultima disastrosa emergenza, ma qualcosa sta “emergendo” dalle strade partenopee e  a parlarcene è Tiziana Cozzi di Repubblica.it. L’elenco sembra essere quello della spesa: “rifiuti ingombranti ed erba alta tra i marciapiedi a Fuorigrotta, carcasse di moto abbandonate e elettrodomestici in strada a Chiaia, sversatoi di immondizia nell´area pedonale di via Foria, discariche a cielo aperto ai Quartieri Spagnoli, immondizia al Molo Beverello“.

Da come si legge dall’articolo della Cozzi, sembrano quattro le aree maggiormente interessate e si vede in Fuorigrotta l’epicentro della nuova emergenza (se così la vogliamo/possiamo chiamare). Walter Ganapini, assessore all’ambiente della Regione, proprio oggi ha voluto convocare un vertice per mettere a punto un piano di pulizia (chissà ce l’esercito sarà ancora dei nostri) tra le strade di: via Circumvallazione, via Cattolica, via Cerlone, via Cavalleggeri e via De Ruggiero ad Agnano. Peccato, però, che il solerte assessore (del quale spesso abbiamo cantato le lodi ma che ultimamente ci sta deludendo un pochino) non abbia pensato per tempo ad evitare l’ennesimo schiaffo alla nostra terra.

Per consentire l’intervento di pulizia straordinaria, ebbene si, da noi tutto viene (e deve essere) fatto con interventi straordinari (che devono costare un po’ di pù degli ordinari), il comune ha provveduto a definire un dispositivo del traffico straordinario, e ci risiamo. Sosta vietata nelle zone di Viale Augusto e le arterie circostanti (via Marino, via Consalvo, via Zanfagna, via Campegna, via Cavalleggeri) dalle 22 alle 7 di domani mercoledì, il tutto concordato dall’assessore comunale alla Nettezza Urbana Paolo Giacomelli, dalla municipalità e dall’Asia.

La nuova emergenza nasce dal mancato intervento dell’azienda che deve provvedere allo spazzamento delle strade ed alla raccolta ordinaria dei rifiuti, intervento che manca già da prima dell’estate, come denuncia Peppe Balzamo, presidente della Municipalità Fuorigrotta-Bagnoli. In strada c’è di tutto, dai frigoriferi, ai mobili con grave (gravissima) colpa dei cittadini, che semp0re di pù confondono le strade con isole ecologiche. «Dopo i nostri reclami, l’ispettore dell’Asia – dice Balzamo – ci ha detto di aver avuto problemi per i turni di ferie in estate. E anche ora c’è carenza di personale».

Insomma, tre mesi di negligenza del comune, un po’ di personale che ha il sacrisanto diritto di andare in ferie, la cittadinanza che se ne frega del comune vivere lasciando per strada di tutto e di pù e ora si deve intervenire in maniera straordinaria, con la speranza che le notti insonni che i vigili urbani saranno costretti a subire siano utili alla risoluzione del problema. Non c’è solo il problema dei rifiuti, infatti si denuncia anche la totale assenza di manutenzione dei marciapiedi, sui quali cresce ogni tipo di erba infestante. «Dico ai cittadini di Fuorigrotta – conclude Balzamo – rispettate le regole e chiamate i servizi dell’Asia invece di abbandonare gli ingombranti per strada».

La situazione è problematica anche in centro. A via Lomonaco, a Chiaia, sono in strada televisori, aspirapolvere, condizionatori vecchi, tra vico Belledonne e via Poerio, carcasse di moto abbandonate. A via Foria, all´altezza della caserma Garibaldi, ci sono altro sversatoi. Discariche in strada a vico lungo san Matteo e a via vico del Formale, ai Quartieri Spagnoli. «Ci sono dei punti dove si concentrano i sacchetti – dice Tommaso Stavola, capogruppo Pd II Municipalità – C´è difficoltà nel distribuire i contenitori, ogni condominio dovrebbe avere il proprio, ci attiveremo in questo senso».