Ricerca ed Innovazione: arrivano i contratti di innovazione tecnologia. 30mila ricercatori troveranno lavoro nei prossimi tre anni.


Warning: Use of undefined constant wp_hl_message_license_content - assumed 'wp_hl_message_license_content' (this will throw an Error in a future version of PHP) in D:\inetpub\webs\inambienteit\wp-content\plugins\wp-hl-message\wp-hl-message.php on line 43

InAmbienTe è un portale nato da una semplicissima idea: la condivisione. Ho iniziato condividendo i miei appunti e, nel tempo, molti di voi utenti si sono uniti. Ecco perché ti chiedo, se ne hai la voglia o la possibilità, di condividere il tuo materiale didattico: anche un solo file, una sola pagina o un solo pensiero.

Manda i tuoi appunti ad condivisione(chiocciola)inambiente.it

Grazie mille.

Per scaricare gli appunti non è più necessaria la registrazione.

chiudi

Si ricomincia con un auspicio: essere pù presenti!Lo so, il sito vive di brevi fiammate e di lunghi black out, ma si fa quello che si può (e da solo si può relativamente poco). Volontà e spirito non mancano mai, per fortuna, e questo ci aiuta a sopravvivere.

Ricercatori all'opera.Vorrei cominciare questo nuovo anno con una bella notizia: il governo si è ricordato che in Italia ci sono i ricercatori. Infatti, il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato i nuovi contratti di innovazione tecnologica, che prevedono uno stanziamento di circa due miliardi di euro. Ad essere finanziati saranno progetti di eccellenza ad alto valore aggiunto, con una occupazione prevista di oltre 30 mila ricercatori. Il funzionamento di questi contratti si basa su un accordo tra imprese ed enti di ricerca in collaborazione con la pubblica amministrazione, infatti i finanziamenti sono parte statali e parte privati.

Per vedere approvato un progetto devono passare almeno 4 mesi, mentre i finanziamenti verranno erogati attraverso finanziamenti bancari ordinari che hanno come garanzia la validità del progetto approvato. Vista la natura dei contratti, i progetti dovranno essere fortemente innovativi, e potranno essere sia “fuoriserie”, con importo superiore ai 10 milioni di euro. Devono essere, inoltre, in grado di innalzare il livello tecnologico del nostro paese anche se ogni progetto non può durare pù di tre anni.

Una parte delle risorse, circa la metà, sarà recuperata dal “Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca” della Cassa Depositi e Prestiti. Ci saranno anche fondi indirizzati specificatamente al Mezzogiorno.

Per avere maggiori informazioni basta dare una occhiata a questo link. Oltre ai contratti di innovazione, il ministero ha di recente avviato il “Fondo Nazionale Innovazione”, con un budget di 60 milioni di euro e, con 250 milioni è stato istituito il “Fondo di Garanzia per innovazione ed energie rinnovabili” indirizzato alle piccole e medie imprese.

Parecchi soldi, quindi, a favore della ricerca e dell’innovazione industriale, saranno utilizzati per fare innovazione e per lucrare gonfiando progetti inutili? Speriamo bene!

Lascia un commento