Nel mostrarvi e presentarvi la nuova versione grafica di InBlog, che vuole tratteggiare una linea immaginaria comune tra gli altri due elementi nel nostro network quali Ingegneria Sanitaria e Ingegneria Chimica Ambientale, voglio parlare dei metodi alternativi ed innovativi per incentivare ed utlizzare le energie alternative.
Avvicinarsi alle energie pulite e rinnovabili, oggi, presuppone un notevole sforzo sia tecnologico che economico, ma ci sono numerose applicazioni che ne consentono la diffusione quasi senza lasciare traccia, basti pensare ad alcuni lampioni stradali in zone isolate, spesso alimentati da pannelli solari.
Un accordo tra l’Enel ed una nota società di finanziamenti italiana, permetterebbe di autofinanziarsi un piccolo impianto eolico che può essere installato in villette, piccoli parchi o agriturismo. La notizia, che ho letto su lavorincasa.it, mi lascia favorevolmente colpito perché mira a sviluppare un sistema di distribuzione dell’eolico anche se mi lascia perplesso sulla qualità dell’energia prodotta.
Gli aerogeneratori dovrebbero essere di piccola taglia (qualche chilowatt) ed hanno dimensioni contenute, si prestano ad essere installati ad altezze contenute (6-9 m). Quelli di taglia pù elevata (oltre 50 chilowatt) possono necessitare di altezze di posizionamento dal suolo pù impegnative (oltre 30 m).
Da quanto si legge su lavorincasa, sembra che tutto sia semplice ed economicamente vantaggioso, considerando che un impianto costa circa cinquemila euro facilmente ammortizabili, qualche perplessità, però può essere facilmente sollevata. Infatti, per un simile impianto dal costo di 5.000 euro che produce circa 300 kWh per ogni anno (se tutto va bene) ed ha un costo di 50 euro l’anno il ripagamento sarebbe di 0,30 euro per ogni kWh prodotto. Volendo fare due calcoli, si può dire che il recupero economic in un anno sarebbe:
300 kWh * 0,30 = 90 euro – 50 euro di manutenzione = 40 euro l’anno;
per ammortizzare la cifra ci vorrebbero:
5000 euro / 40 euro annui = 125 anni !!!
Come vedete, anche se l’importo è limitato, se lo si volesse ammortizzare ci vorrebbe un bel po’ di tempo, senza considerare che nel giro di una ventina di anni, un simile impianto è praticamente inutilizzabile.
Un discorso diverso si può fare per il solare, che ha un sistema tecnoloigico pù semplice da installare e da utilizzare, anche se costoso e con basso rendimento. Le principali applicazioni su piccola scala si posso trovare in numerosi progetti futuristici (ma non proprio) che vorrebbero cellulati solari e pannelli solari al posto dell’asfalto sulla strade. Il primo progetto già realizzato e già disribuito ha permesso la diffusione del cellulare in Kenia tramite l’azienda produttrice safaricom. L’apparecchio in questione non è altro che un normale cellulare con un pannello solare sul retro, distribuito al costo di circa 30 euro. Anche in questo caso si possono sollevare alcune critiche: basti pensare al fatto che il cellulare deve essere esposto al sole, basterebbero poche settimane per distruggerlo.
Per il secondo progetto, che vedo di difficile realizzazione, vede la sostituzione del normale asfalto con pannelli solari che svilupperebbero 7,6 kWh e che, per ogni miglio permetterebbero la produzione di energia per soddisfare i bisogni di 500 abitazioni. Oltre alla produzione di energia, i pannelli avrebbero anche la funzione di riscaldar la strada, impedendone il congelamento e, con l’inserimento di LED, si potrebbe anche illuminare le strisce per consentirne un migliore e pù sicuro utilizzo. Il costo di ogni pannello dovrebbe aggirarsi intorno ai 7.000 dollari.
Per iniziare non ho fatto altro che digitare, su
Il progetto di ricerca nasce e si sviluppa nel cnr di Pozzuoli (Na) dove Barbara Nicolaus, ricercatrice del Cnr e autrice dello studio, sta trovando il modo di estrarre i polisaccaridi ottenuti dagli scarti della lavorazione del pomodoro per purificarli e riconvertirli in buste di plastica biodegradabiliâ€. Le caratteristiche chimico-fisiche del polisaccaride estratto dalle bucce del pomodoro sono molto interessanti e consentono di sviluppare materiali ecodegradabili di notevole importanza, come i teli impiegati in agricoltura per la copertura delle serre o dei campi.
Riassumendo (per chi non ha proprio intenzione di dare una occhiata al sito proposto), lo scopo di IBIT è quello di migliorare le cinetiche di degradazione del rifiuto convertendo le discarica da anaerobiche in aerobiche tramite insufflaggio di aria e di acqua. In pratica, tramite delle apposite colonne di insufflaggio, si introduce all’interno della discarica ossigeno disciolto che crea i presupposti per la crescita di batteri aerobi che degradano la sostanza organica in modo pù rapido, pù efficiente e con meno problemi di odori molesti.
Guardate questa foto, a me da’ un senso di vittoria profonda: bere direttamente da una pozza d’acqua, senza preoccuparsi di colera o di malattie infettive, tutto in sicurezza. A chi il merito? Vediamo!
Gli effetti che la matrice sta avendo sulla fisica moderna sono molto importanti, questo perché descrive il modo in cui i mattoni della materia, i quark, si mescolano per andare a formare le particelle. In pratica la matrice Ckm è stata ed è ancora il riferimento per comprendere anche l’esistenza dell’asimmetria, ossia la cosiddetta violazione di simmetria Cp (la violazione di una simmetria quasi esatta delle leggi di natura sotto l’effetto dello scambio tra particelle e le corrispondenti antiparticelle). Grazie a queste ricerche è anche stato possibile studiare una delle quattro forze fondamentali della natura, l’interazione debole. Capire quest’ultima significa poter studiare un fenomeno importante come la reazione di fusione nucleare che avviene all’interno del Sole e delle altre stelle, o le reazioni che avvengono all’interno delle centrali nucleari.