{"id":200,"date":"2008-03-10T16:56:53","date_gmt":"2008-03-10T14:56:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=195"},"modified":"2008-03-10T16:56:53","modified_gmt":"2008-03-10T14:56:53","slug":"laria-che-respiriamo-non-e-ne-di-destra-ne-di-sinistra-con-queste-parole-inizia-linteressante-dibattito-promosso-dalliise","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/03\/laria-che-respiriamo-non-e-ne-di-destra-ne-di-sinistra-con-queste-parole-inizia-linteressante-dibattito-promosso-dalliise\/","title":{"rendered":"&quot;L&#039;aria che respiriamo non \u00e8 n\u00c3\u00a9 di destra n\u00c3\u00a9 di sinistra&quot;, con queste parole inizia l&#039;interessante dibattito promosso dall&#039;IISE."},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Si comincia con una breve introduzione richiamando un evento che quattro anni fa, proprio nel Palazzo Palumbo di Giugliano (sede del convegno e sede dell&#8217;iise), vide per la prima volta la presentazione di uno studio sugli effetti che i rifiuti hanno sulla salute umana. Quattro anni sono passati senza che ci sia stata chiarezza su questi aspetti. &#8220;L&#8217;aria che respiriamo non \u00e8 n\u00c3\u00a9 di destra n\u00c3\u00a9 di sinistra&#8221; conclude il relatore prima di introdurre il video di Pino Faiello, il riferimento \u00e8 alla classe politica che troppo spesso si tira indietro davanti a responsabilit\u00e0 oggettive e sacrosante.<!--hp--><\/p>\n<p>Il video di Faiello \u00e8 significativo ma non manifesta nulla di nuovo. Ci si ritrova, come sempre ultimamente, a vedere le immagini della nostra terra, le nostre discariche abbandonate, la nostra valle delle Piramidi. Fa effetto, comunque, ascoltare la voce dei contadini, delle persone che nascendo in quella terra hanno assaporato la natura e la fertilit\u00e0 di quei luoghi per poi viverne l&#8217;insensato annientamento. Si potano gli alberi a pochi metri dalle &#8220;balle&#8221;, si guardano\u00c2\u00a0le piante secche e non ci si crede. Come pu\u00f2 una terra che era il polmone di Napoli, diventarela pattumiera d&#8217;Italia.\u00c2\u00a0&#8220;L&#8217;acqua di questa terra l&#8217;abbiamo sempre bevuta senza paura &#8211; urla un contadino con le mani consumate dalla fatica, ed aggiunge &#8211; questa che vedete \u00e8 una vera bomba atomica&#8221;. Il video, pieno di effetti psichedelici e di luci contrastanti, viene accompagnato da strani suoni, una scelta del giovane regista che vuole sicuramente accompagnare l&#8217;assurdit\u00e0 ed il contrasto che vive la nostra terra in questa lunga odissea chiamata &#8220;emergenza rifiuti&#8221;.<\/p>\n<p>Il primo a parlare (e l&#8217;unico che riusciamo a sentire, visti i tempi lunghissimi del convegno) \u00e8 il colonnello Gianpiero Angeli, ex ufficiale dell&#8217;esercito e ora parte dell&#8217;assise di Palazzo Marigliano. Il suo non \u00e8 un contributo tecnico, n\u00c3\u00a9 tantomeno istituzionale. Angeli \u00e8 semplicemente un cittadino che per questioni personali ha iniziato un percorso informativo che, grazie ad internet, l&#8217;ha portato ad essere uno dei maggiori esperti della nostra emergenza e dei suoi lati bui.<\/p>\n<p>Si parte dall&#8217;attuale disposizione delle discariche sul nostro territorio e la prima cosa che ci balza alla vista \u00e8 che la maggiorparte dei siti di conferimento dei rifiuti, abusivi e non, si trovano in corrispondenza delle zone agricole di Napoli e Caserta, mentra il salernitano viene lasciato quasi completamente libero. Come a voler sottolineare dei confini territoriali e lo stretto legame che c&#8217;\u00e8 tra\u00c2\u00a0alcuni contadini e le attivita ecomafiose. Basti pensare che nel 2001, Napoli e Caserta erano gi\u00e0 sature. Un&#8217;altro aspetto molto interessante \u00e8 l&#8217;assenza assoluta di qualsiasi bonifica. L&#8217;opera dello stato e delle istituzioni direttamente interessate, quando le cose vanno bene, si ferma alla semplice messa in sicurezza. In pratica, si recinta la zone (alla men peggio) per poi lasciarla abbandonata a se stessa in attesa di chiss\u00e0 quale miracolo.<\/p>\n<p>Segnaliamo che nella sala \u00e8 presenta anche una giornalista di Bruxelles venuta per intervistare Raffaele Del Giudice e la signora Bruna Gambardella, una delle persone intossicate dalla diossina.<\/p>\n<p>Uno dei mali maggiori di tutta questa vicenda, afferma il colonnello, \u00e8 che ci sono persone che ancora oggi affermano che chi vive in questa terra, a contatto perenne con le discariche abusive, non ha nessun problema di salute. Non c&#8217;\u00e8 nessuna correlazione tra la pessima e criminale gestione dei rifiuti e le malattie tumorali delle quali ci si ammala frequentemente. All&#8217;intervento del colonnello, si aggiunge anche quello dell&#8217;oncologo Marfella che reputa criminale la volot\u00e0 di chiudere le bocche alle persone che vogliono denunciare la propria malattia. Come \u00e8 criminale non dare eco a notizie molto significative, come la notizia che l&#8217;Asl Ce2 ha bloccato la produzione di latte perch\u00c3\u00a9 contaminato, riportata in sole tre righe da Repubblica.<\/p>\n<p>Si fa anche riferimento al caso emblematico delle pecore del signor Canavacciulo, che ha visto l&#8217;annientamento del proprio gregge. Migliaia di pecore abbattute perch\u00c3\u00a9 inquinate dalla diossina \u00e8\u00c2\u00a0lo stesso allevatore \u00e8 malato di tumore. Ormai di pecore non ce ne sono p\u00f9 nella zona di Acerra, dove prima c&#8217;erano numerosi pascoli ora ci sono numerosi casi sospetti di tumore. &#8220;\u00c3\u02c6 strano\u00c2\u00a0&#8211; afferma il dott. Marfella &#8211; come sia possibile non raccogliere questo segnale&#8221;. E si, perch\u00c3\u00a9 le pecore, essendo animali che oltre a mangiare l&#8217;erba mangiano anche una certa percentuale di terreno, sono i primi soggetti indicatori di quanto possa essere malsana la natura di quei pascoli. Ormai di pecore non ce ne sono p\u00f9 e con esse \u00e8 stato abbattuto anche uno dei maggiori strumenti di monitoraggio. &#8220;Ricompriamo le pecore agli allevatori &#8211; conclude Marfella &#8211; almeno cos\u00c3\u00ac riusciremo a capire se la situazione peggiora o meno&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi del colonnello Angeli, si conclude con i metalli pesanti e le PCB che, in seguito a misurazioni che ha fatto a sue spese, sono anche p\u00f9 presenti delle diossine. Dalle analisi, risulta una presenza di PCB molto elevata nell&#8217;organismo di alcuni individui che vivono nelle zone interessante dal maggiore inquinamento. Pensate che la legge impone l&#8217;abbattimento degli animali che superano una valore di PCB di 1 microgrammo\/kg, secondo questa logica, parte di quelle persone dovrebbe essere abbattuta.<\/p>\n<p>In pratica, conclude il dott. Marfella, basterebbe fare le analisi ad un campione di almeno 200 individui e, considerando che queste analisi costano circa 1500 euro, servirebbero solo 300mila euro per dare un forte segnale alle persone che si ostinano a dire che nella nostra terra non si muore per i rifiuti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si comincia con una breve introduzione richiamando un evento che quattro anni fa, proprio nel Palazzo Palumbo di Giugliano (sede del convegno e sede dell&#8217;iise), vide per la prima volta la presentazione di uno studio sugli effetti che i rifiuti hanno sulla salute umana. 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