{"id":197,"date":"2008-03-06T20:33:29","date_gmt":"2008-03-06T18:33:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=191"},"modified":"2008-03-06T20:33:29","modified_gmt":"2008-03-06T18:33:29","slug":"le-emissioni-di-gas-serra-della-termovalorizzaione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/03\/le-emissioni-di-gas-serra-della-termovalorizzaione-2\/","title":{"rendered":"Le emissioni di gas serra della Termovalorizzazione (2)."},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Nel primo <a href=\"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=190\" title=\"Le emissioni di gas serra della termovalorizzazione (1).\">contributo<\/a>, ci siamo fermati all&#8217;analisi delle emissioni di gas serra a livello globale accennando alla rivoluzione (se proprio cos\u00c3\u00ac la si vuol chiamare) introdotta dal protocollo di Kyoto. Una prima conclusione alla quale siamo giunti ci porta a dire che il protocollo, cos\u00c3\u00ac come redatto, non ci porter\u00e0 da nessuna parte. Sempre prendendo spunto dalla una relazione dell&#8217;Ing. Andrea Forni, vogliamo concludere il nostro discorso spostando l&#8217;attenzione sul contributo che la termovalorizzazione dei rifiuti apporta alle emissioni dei gas serra.<!--HP--><\/p>\n<p>Incenerire i rifiuti \u00e8 una pratica molto comune soprattutto nel nord Europa, basti pensare che il primo impianti costruito in Germania risale alla fine del 1800. Gli impianti di ultima generazione permettono di recuperare energia sia sottoforma di calore (di solito utilizzato nel Teleriscaldamento) e di elettricit\u00e0 (che pu\u00f2 essere immessa nella rete elettrica). Uno dei punti di forza degli inceneritori \u00e8 che permettono una considerevole riduzione del volume dei rifiuti, anche se questa riduzione \u00e8 sempre accompagnata da una serie di effluenti sia gassosi che liquidi che vanno opportunamente trattati.<\/p>\n<p>Alla met\u00e0 degli anni settanta, una tonnellata di RSU produceva 280 KW di eneregia elettrica e 360 di energia termica, con un rendimento del 19% che permetteva un risparmio di 0,07 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) di energia fossile. Gli impianti di ultima genererazione (WTE), permettono una produzione di energia elettrica e termica rispettivamente di 800 e 360 KW, con un rendimento del 31% ed un risparmio in termini di energia fossile di 0,17 tep.<\/p>\n<p>Ovviamente, l&#8217;analisi appena fatta non \u00e8 completa, perch\u00c3\u00a9 alla riduzione delle emissioni per effetto della energia fossile risparmiata dobbiamo sommare le emissioni che si hanno dall&#8217;impianti di trattamento termico. Solo se questo bilancio \u00e8 positivo possiamo affermare che questa tecnica \u00e8 utile al 100%. Per poter fare due conti, senza entrare troppo nello specifico, facciamo una importante anche se discutibile considerazione.<\/p>\n<blockquote><p><em>l&#8217;anidride carbonica prodotta da questi impianti e derivante dalla frazione biologica di carbonio, non contribuisce all&#8217;effetto serra.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Le ragioni di una cos\u00c3\u00ac forte affermazione vanno lette in un&#8217;analisi logica del problema e delle sue origini. Se facciamo un&#8217;analisi elementare del rifiuti, possiamo suddividere la frazione di carbonio in due famiglie: quella di origine\u00c2\u00a0biologica (contenuta nelle piante, nei fiori, nei tessuti ecc.)\u00c2\u00a0e quella di origine fossile (contenuta nelle plastiche, nella gomma, nelle resine, ecc.). Quando bruciano, entrambe le famiglie vengono ossidate producendo la famigerata anidride carbonica, ma la parte di carbonio appartenente alla famiglia biologica, che viene prodotta naturalmente per effetto della sintesi colofilliana, tornerebbe comunque sottoforma di CO<sub>2<\/sub> tramite i processi di degradazione che la natura stessa \u00e8 capace di fare. Quindi, gli apporti di CO<sub>2<\/sub> di questa famiglia non viene considerata nel calcolo delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> equivalente. Considerazione discutibile ma riconosciuta dalla comunit\u00e0 scientifica. In definitiva, per il calcolo delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>, derivanti dalla conbustione dei rifiuti, si prende in considerazione solo la parte di carbonio che ha origini fossili.<\/p>\n<p>Fatta questa importante premessa, possiamo affermare che:<\/p>\n<blockquote><p>(1) t CO<sub>2<\/sub> emesse = t C elementare 3,667 (per capirlo basta fare 12 \/44);<\/p><\/blockquote>\n<p>La letteratura \u00e8 solita assegnare un rapporto di 1\/3 tra carbonio fossile e carbonio totale, per cui si ha che:<\/p>\n<blockquote><p>(2) t CO<sub>2<\/sub>\u00c2\u00a0da rifiuti = 1\/3 t CO<sub>2<\/sub> emesse;<\/p><\/blockquote>\n<p>Per avere un bilancio corretto dobbiamo considerare anche le emissioni di metano utilizzato per far funzionare l&#8217;impianto:<\/p>\n<blockquote><p>(3) t CO<sub>2<\/sub> metano = P<sub>CH4<\/sub> Fe Fossi, dove:<br \/>\nP<sub>CH4<\/sub>\u00c2\u00a0\u00e8 la portata di metano bruciata;<br \/>\nFe \u00e8 il fattore di emissione, pari a 1,966 t CO<sub>2<\/sub> \/ 1000 Stm<sup>3<\/sup>;<br \/>\nFossi il fattore di ossidazione, pari a 0,995;<\/p><\/blockquote>\n<p>Vediamo di calcolare la quantit\u00e0 di CO<sub>2<\/sub> che non si \u00e8 prodotta grazie alla produzione di energia elettrica che l&#8217;impianto ci consente di ottenere. In pratica calcoliamo la quantit\u00e0 di CO<sub>2<\/sub> che non viene emessa perch\u00c3\u00a9 viene risparmiata una parte dell&#8217;energia fossile che di norma si utilizza.<\/p>\n<blockquote><p>(4) t CO<sub>2<\/sub> non emessa = E<sub>el<\/sub> prodotta Fe;<\/p><\/blockquote>\n<p>Dai dati che ci fornisce l&#8217;Enel si ha che:<\/p>\n<blockquote><p>(5) Fe = 500 kgCO<sub>2<\/sub> \/ MWh<sub>el<\/sub>;<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo stesso vale per l&#8217;energia termica:<\/p>\n<blockquote><p>(6) t CO<sub>2<\/sub> non emessa = E<sub>ter<\/sub> prodotta F<sub>e,caldaie<\/sub>;<\/p><\/blockquote>\n<p>Fatte queste considerazioni analitiche, i dati che ci fornisce la relazione dell&#8217;Ing. Forni sono eloquenti\u00c2\u00a0 e sicuramente a vantaggio degli impianti di incenerimento. Infatti, nella relazione si legge che nella met\u00e0 degli anni settanta, dalla comustione di 1 t di RSU l&#8217;impianto di incenerimento produceva 150 kg di CO<sub>2<\/sub>eq in p\u00f9 dei tradizionali sistemi. Con gli impianti di ultima generazione (<a href=\"http:\/\/www.wte.org\/\" title=\"WTE\">WTE<\/a>), invece, il segno \u00e8 completamente invertito, l&#8217;incenerimento di 1 t di RSU produce 110 kg in meno di CO<sub>2<\/sub>eq rispetto agli impianti tradizionali.<\/p>\n<p>Le conclusioni sono anch&#8217;esse discutibili ma, se confermate dai numeri, fanno davvero riflettere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel primo contributo, ci siamo fermati all&#8217;analisi delle emissioni di gas serra a livello globale accennando alla rivoluzione (se proprio cos\u00c3\u00ac la si vuol chiamare) introdotta dal protocollo di Kyoto. Una prima conclusione alla quale siamo giunti ci porta a dire che il protocollo, cos\u00c3\u00ac come redatto, non ci porter\u00e0 da nessuna parte. Sempre prendendo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[1],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/03\/le-emissioni-di-gas-serra-della-termovalorizzaione-2\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"Le emissioni di gas serra della Termovalorizzazione (2). - InAmbienTe\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nel primo contributo, ci siamo fermati all&#8217;analisi delle emissioni di gas serra a livello globale accennando alla rivoluzione (se proprio cos\u00c3\u00ac la si vuol chiamare) introdotta dal protocollo di Kyoto. Una prima conclusione alla quale siamo giunti ci porta a dire che il protocollo, cos\u00c3\u00ac come redatto, non ci porter\u00e0 da nessuna parte. Sempre prendendo [&hellip;]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/03\/le-emissioni-di-gas-serra-della-termovalorizzaione-2\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"InAmbienTe\" \/>\r\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/inambiente\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2008-03-06T18:33:29+00:00\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/\",\"name\":\"InAmbienTe\",\"description\":\"Il Portale degli Studenti di Ingegneria\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/?s={search_term_string}\",\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/03\/le-emissioni-di-gas-serra-della-termovalorizzaione-2\/#webpage\",\"url\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/03\/le-emissioni-di-gas-serra-della-termovalorizzaione-2\/\",\"name\":\"Le emissioni di gas serra della Termovalorizzazione (2). - InAmbienTe\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/#website\"},\"datePublished\":\"2008-03-06T18:33:29+00:00\",\"dateModified\":\"2008-03-06T18:33:29+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/#\/schema\/person\/bf7848da8913bb9e7b9a040a14c8df85\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/03\/le-emissioni-di-gas-serra-della-termovalorizzaione-2\/\"]}]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/#\/schema\/person\/bf7848da8913bb9e7b9a040a14c8df85\",\"name\":\"domdin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/18160cdd31d624be75915209b6e50fa2?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"domdin\"}}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}