{"id":96,"date":"2007-06-11T18:49:30","date_gmt":"2007-06-11T16:49:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=67"},"modified":"2007-06-11T18:49:30","modified_gmt":"2007-06-11T16:49:30","slug":"tratto-da-le-mille-e-piu-avventure-che-avvengono-nella-citta-partenopea","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/06\/tratto-da-le-mille-e-piu-avventure-che-avvengono-nella-citta-partenopea\/","title":{"rendered":"Tratto da &quot;le mille e pi\u00f9 avventure che avvengono nella citt\u00e0 partenopea&#8230;&quot;"},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Un amico mi ha segnalato questo &#8220;scritto&#8221;, io l&#8217;ho trovato davvero geniale. \u00c3\u02c6 firmato Adriano Cozzolino, non lo conosco, ma dopo aver letto questo suo racconto vorrei tanto compensare questa mia grave mancanza.<\/p>\n<blockquote><p>Non so bene se sia stato sogno o realt\u00e0, so soltanto che la giornata di ieri ha rappresentato per me ci\u00f2 che -credo- per un famoso Sommo Poeta antico sia stata presumibilmente la sua discesa agli inferi.<br \/>\nVoglio cominciare queta storia vera con la frase di un film: &#8220;la strada \u00e8 entrata in casa&#8221;.<br \/>\nEbbene mai frase \u00e8 stata p\u00f9 appropriata per descrivere ci\u00f2 che di fatto \u00e8 successo a met\u00e0 pomeriggio di ieri nel paese in cui vivo, Arzano.<br \/>\nUn rombo assordante \u00e8 esploso d&#8217;improvviso squarciando il silenzio della domenica ed io, spaventato, mi sono precipitato sul balcone di casa, assistendo ad una scena che era un misto tra assurdo e paradossale: due giovani ballavano su un pullman circondati da circa duecento persone che urlavano frasi perlop\u00f9 incomprensibili, a loro volta circondati da un numero impressionante di moto e motorini praticamente impazziti che sfrecciavano suonando il clacson per finire la loro corsa o contro altre auto e moto o nel cuore della folla urlante.<br \/>\nVista quindi la piega orgiastico-falloforico-sovversiva che stava prendendo il festeggiamento decido di chiudermi in casa ad aspettare la morte finch\u00e8 un amico -Virgilio- mi citofona e mi invita a scendere per unirmi ai bagordi. Dopo un tentativo anche abbastanza deciso di resistenza vengo di peso trascinato nell&#8217;auto.<br \/>\nE duqnue lo incontrai: &#8220;or sei tu quel Virgilio e quella fonte che spandi di parlar largo fiume? rispuosi io lui con vergognosa fronte.&#8221;<br \/>\ne Lui, ineffabile e saggio, rispose: &#8220;Ja strunz saglie&#8221;<\/p>\n<p>Prima tappa: Fuorigrotta.<br \/>\nArriviamo dopo circa mezz&#8217;ora causa traffico (ma questa non \u00e8 una novit\u00e0). Mi viene spiegato che Fuorigrotta rappresenta in pratica la mecca, il tempio, la chiesa, la moschea, il muro del pianto, la casa bianca per tutti o quasi i partenopei colpiti da febbre tifoidea -forse, ho pensato, andranno l\u00c3\u00ac per curarsi-. Ci addentriamo quindi nei meandri del quartiere collinare accompagnati costantemente da immagini simili a scenari post-bellici, con cassonetti dati alle fiamme, centinaia e centinaia di oggetti sparsi al suolo e il famigerato tempio eretto come il p\u00f9 rigoglioso dei membri virili nel cuore nevralgico della zona descritta, il quale sulla sua sommit\u00e0 recava incise tali parole:<br \/>\n&#8220;Per me si va nella citt\u00e0 dolente, per me si va nell&#8217;etterno dolore, per me si va tra la perduta gente&#8221;.<br \/>\nMentre quindi eravamo immersi in alti pensieri e in apocalittiche visioni un&#8217;inquietante monito ci arriv\u00f2 da un tanto solitario quanto scosso abitante di quell&#8217;inferno: scappate o vi distruggono la macchina<br \/>\nIn un primo momento non comprendiamo quello che stava succedendo. Un&#8217;istante dopo il terrore ci assale: un nugulo di uomini di et\u00e0 indistinta e tutti rigorosamente mezzi nudi si aggrappano al portapacchi di una statio-wagon che in tutta fretta fa retromarcia uccidendone un paio e scappando -so che in genere \u00e8 un uomo che tenta di scappare se inseguito da un&#8217;auto ma l\u00c3\u00ac era imperante la legge del contrappasso- a gran velocit\u00e0 in uno spiazzale per poi perdersi in quell&#8217; orizzonte post-bellico.<br \/>\nIl gruppo di siouxes allora allarmato per la perdita della preda e inferocito per l&#8217;onta subita decide di assaltare quello che \u00e8 il bottino p\u00f9 ambito, l&#8217;elefante della strada: un pullman che si trovava a passare di l\u00c3\u00ac.<br \/>\nLo circondano,l&#8217;annusano,cominciano a tirare pietre per indebolirlo. La tensione cresce fino a che cinque o sei del branco particolarmente feroci non decidono di arrampicarcisi sopra e decretare la loro supremazia. Dell&#8217;autista non si sa la fine, i p\u00f9 pensano che sia stato sbranato o che sia stato impalato e portato in trionfo.<br \/>\nMa torniamo a noi. Il nostro Caronte, spaventato per le gi\u00e0 precarie condizioni della sua auto, decide in tutta fretta di fare retromarcia e scappare per una via meno conosciuta e sottrarsi quindi al branco inferocito.<br \/>\nL&#8217;unica via percorribile era quella che ci portava al mare, ma non sapevamo ancora che quella sarebbe stata la tappa p\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Seconda tappa: Mergellina.<br \/>\n&#8220;Cos\u00c3\u00ac l&#8217;animo mio, ch&#8217;ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo, che non lasci\u00f2 gi\u00e0 mai persona viva&#8221;.<br \/>\nScossi, prostrati e spaventati usciamo quindi dal primo girone.<br \/>\nCi dirigiamo verso piedigrotta, zona nota per il famoso festival di canzoncelle napoletane. Pensavo di trovarvi pace e ristoro, ma ancora una volta mi sbagliavo.<br \/>\nAllora &#8220;m&#8217;apparecchiai a sostener la guerra s\u00c3\u00ac del cammino e s\u00c3\u00ac della pietate, che ritrarr\u00e0 la mente che non erra. O muse, o alto ingegno, or m&#8217;aiutate: o mente che scrivesti ci\u00f2 ch&#8217;io vidi, qui si parr\u00e0 la tua nobilitate&#8221;.<br \/>\nE proprio in tema di nobilt\u00e0 avvenne il primo incontro: una tredicenne p\u00f9 o meno dalle fattezze balenifere ci ferma e comincia a gorgheggiare.<br \/>\nAllora io chiedo all&#8217;esimio Virgilio cosa quella madamigiana volesse, e lui mi rispose: &#8220;Ascolta bene e non farti ingannare&#8221;.<br \/>\nImpegnato tesi l&#8217;orecchio e ascoltai &#8220;Gurghoeaoakaa, sfulnrtraojasdopj, buarpp&#8221; &#8230; era ancora difficile, ma con la forza d&#8217;animo trasmessami da Virgilio finalmente capii: &#8220;Guagliuo tenit na&#8217; cann?&#8221;<br \/>\nInfine era una canna che voleva, ma noi che non disdegnamo la dolce marja a quel tempo ne eravamo spovvisti, e dovemmo quindi sfuggire all&#8217;ira funesta dell&#8217;erinni che ci inseguiva assieme ai rotoli in bella mostra che la costeggiavano e ballonzolavano contenti.<br \/>\nContuinuammo, quindi.<br \/>\nIl traffico era come palude. Immobili, attendevamo trepidanti le mosse della pupulaziona partenopeica la quale non smetteva mai di stupirci: milioni e milioni erano gli autoctoni riversatisi per la strada, tutti stringendo bandiere e urlando le frasi che antecedono la battaglia. Migliaia i motorini con a bordo numeri imprecisati di passeggieri, anch&#8217;essi sputandoci frasi gutturali di chiss\u00e0 quale idioma.<br \/>\nPromiscquamente si stringevano uomini e donne eccitando i loro sensi alla vista della carne e accoppiandosi in ogni anfratto come simpatici ricci.<br \/>\nSparite le regole, capovolti gli ordini, sovvertito il Diritto: ecco il contrappasso che Virgilio mi aveva vagheggiato.<br \/>\nMa mentre ci perdevamo in pensieri legati allo Stato e alla follia di quelle genti, incontrammo una feroce immagine:<br \/>\n&#8220;Cerbero, fiera crudele e diversa, con tre gole caninamente latra sopra la gente che quivi \u00e8 sommersa&#8221;. Il sentimento provato dal Sommo Poeta pu\u00f2 in qualche modo rimandare a quello non meno stuoefacente che provai io.<br \/>\nDavanti ai nostri occhi infatti &#8211; sopraelevati dal suolo- un gruppo di persone latravano come il Cerbero su descritto e si univano tra loro nudi, tenuti saldi soltanto dal loro sudore. Il grande camion che li teneva assieme come &#8220;aristoi&#8221; separandoli dalla folla in tripudio emetteva acutissimi stridori e cacciava denso fumo nero che ammantava di mistero e tumore quell&#8217;idillio. Donne strabordanti testimonianza vivente della dieta mediterranea si ergevano come matrone e dispensavano latte dalle enormi mammelle, uomini primitivi mettevano in bella mostra i petti unti e depilati ma non per questo meno maschi, anzi maschi al punto tale che nell&#8217;aria si percepiva la forza di quell&#8217; orgasmo universale e dello sperma che abbondante veniva esploso da enormi membri eretti.<br \/>\nStorditi da quella promiscquit\u00e0 e dal sesso dispensato come ostia consacrata, fuggimmo.<\/p>\n<p>Terza tappa: viaggio di ritorno.<br \/>\nRotonda Diaz, via Partenpe, via Caracciolo, molo Beverello, Maschio Angioino, Via Foria, Piazza Carlo III&#8230; queste alcune tappe del viaggio di ritorno. E tra disagi e difficolt\u00e0, nello sconforto gli dissi: &#8220;Ma io perch\u00e8 venirvi? o chi &#8216;l concede? Io non Enea, non Paulo sono: me degno a ci\u00f2 n\u00e8 io n\u00e8 altri crede&#8221;.Ma la divina ombra mantovana: &#8220;S&#8217;i ho ben la tua parola intesa, rispuose del magnanimo quell&#8217;ombra, l&#8217;anima tua \u00e8 da viltate offesa; la qual molte fiate l&#8217;omo ingombra, si che d&#8217;onorata impresa lo rivolve, come falso veder bestia quand&#8217;ombra&#8221;.<br \/>\nE furon proprio queste parole a darmi la spinta necessaria per continuare in quel girone tanto duro quanto difficile a sostenersi per la mia vista prostrata.<br \/>\nLasciato quindi Virgilio a Piazza Carlo III dov&#8217;egli tutt&#8217;oggi dimora e decisi assieme a Caronte di scegliere la strada meno sgombra di mortali pericoli.<br \/>\nDecidemmo allora per Calata Capodichino, che nonostante bruciasse ancora come bruciava la Roma di Nerone ci sembrava da percorrere meno ardua rispetto ad altri siti.<br \/>\nE, col cuore colmo di speranza che il supplizzio stesse per finire uscimmo fisicamente sani dal Ventre di Napoli (la signora Serao mi scuser\u00e0 per questa ardua definizione). Insomma, come dire&#8230; &#8221; salimmo su, el primo ed io secondo, tanto ch&#8217;io vidi delle cose belle che porta &#8216;l ciel, per un pertugio tondo; e uscimmo a riveder le stelle&#8221;.<br \/>\nSalivamo quindi verso l&#8217;alto, verso quel territorio che speravamo fosse rimasto esente da scontri e riti orgiastici.<br \/>\nLe strade stesse ci sembravano meno danneggiate, i drappeggi p\u00f9 radi, neno fitti che nel resto della citt\u00e0 dolente. Esseri dalle sembianze semi-umane ci venivano incontro ma questa volta non cercavano di attaccarci o ucciderci, volevano semplicemente manifestare -in modo primitivo s&#8217;intende- la loro strana goia&#8230;<br \/>\nNon sapevo che ora era, sapevo soltanto che da qualche tempo era calata la notte, forse era addirittura il nuovo giorno. Anzi, Caronte mi disse che era proprio passata la mezza notte quando avvenne il miracolo.<br \/>\nOra la mano mi trema, le parole si strozzano in gola. Non riesco ad esprimere ci\u00f2 che vidi, poich\u00e8 la Ultima e Altissima Visione mi tolse letteralmente il fiato, mi attanagli\u00f2 il cuore, mi gel\u00f2 il sangue nelle vene. Il mio amico fidato Caronte piangeva dalla gioia e assunse posa simile ai musulmani in preghiera, pregando per il sommo Dio Calcio, divinit\u00e0 che riconobbi per la prima volta l\u00c3\u00ac, presso l&#8217;aeroporto che collegava Calciopoli in Campania con il resto del mondo.<br \/>\nApoteosi struggente, immensa bellezza che acceca e lascia senza fiato: ecco l&#8217;estasi che provarono gli abitanti della strana citt\u00e0 alla visione divina che rub\u00f2 loro l&#8217;anima.<br \/>\nI miei occhi, anche se per un breve secondo, riuscirono a penetrare il fascio di luce che ammantava ci\u00f2 che oggi \u00e8 sacra reliquia: il City Site Seeing, prescelto dalla infinita saggezza del club uscito vincitore dalla tenzone e decretato dagli stessi fedeli adoranti il p\u00f9 grande al mondo.<br \/>\nOra, se avete ancora la pazienza di seguire questo mio racconto, voglio infine dire a voi tutti ci\u00f2 che vidi su quel mirabile pullman turistico, con tutti i sensi storditi e in deliquio:<br \/>\nAl centro vi era Dio, assiso magnificente sul regale trono, che alcuni chiamavano &#8220;De Laurentiis&#8221;, alla sua sinistra lo Spirito Santo, che altri chiamavano il sommo &#8220;Pier Paolo Marino&#8221; e infine alla sua destra Jes\u00c3\u00b9 Cristo, meglio conosciuto come il tantrico &#8220;Emanuele Calai\u00f2&#8221;; tutti e tre circondati da Santi anch&#8217;essi dispensando gloria sulla terra e a Capodichino in particolare.<br \/>\nOra soltanto il Sommo Poeta pu\u00f2 dirVi cosa noi provammo a veder cotanta immagine divina:<br \/>\n&#8220;Qual&#8217;\u00e8 geometra che tutto s&#8217;affige per misurar lo cerchio, e non ritrova, pensando quel principio ond&#8217;ello ondige, tal era io a quella vista nova: veder volea come si convenne l&#8217;mago al cerchio e come si indova; ma non eran da ci\u00f2 le proprio penne: se non che la mia mente fu percorsa da un fulgore in che sua voglia venne. All&#8217;alta fantasia qui manc\u00f2 possa; ma gi\u00e0 volgea il mio disio e &#8216;l velle, s\u00c3\u00ac come rota ch&#8217;igualmente \u00e8 mossa, l&#8217;amor che move il sole e le altre stelle&#8221;.<br \/>\nE poi nulla p\u00f9 vidi, caddi svenuto in un profondo sonno dal quale mi ridesto soltanto ora.<br \/>\nAdriano Cozzolino<\/p>\n<p>(ah mi sono anche accorto di essere incinto)<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un amico mi ha segnalato questo &#8220;scritto&#8221;, io l&#8217;ho trovato davvero geniale. \u00c3\u02c6 firmato Adriano Cozzolino, non lo conosco, ma dopo aver letto questo suo racconto vorrei tanto compensare questa mia grave mancanza. Non so bene se sia stato sogno o realt\u00e0, so soltanto che la giornata di ieri ha rappresentato per me ci\u00f2 che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[1],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/06\/tratto-da-le-mille-e-piu-avventure-che-avvengono-nella-citta-partenopea\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tratto da &quot;le mille e pi\u00f9 avventure che avvengono nella citt\u00e0 partenopea...&quot; - InAmbienTe\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"Un amico mi ha segnalato questo &#8220;scritto&#8221;, io l&#8217;ho trovato davvero geniale. \u00c3\u02c6 firmato Adriano Cozzolino, non lo conosco, ma dopo aver letto questo suo racconto vorrei tanto compensare questa mia grave mancanza. Non so bene se sia stato sogno o realt\u00e0, so soltanto che la giornata di ieri ha rappresentato per me ci\u00f2 che [&hellip;]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/06\/tratto-da-le-mille-e-piu-avventure-che-avvengono-nella-citta-partenopea\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"InAmbienTe\" \/>\r\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/inambiente\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2007-06-11T16:49:30+00:00\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"http:\/\/www.inambiente.it\/#website\",\"url\":\"http:\/\/www.inambiente.it\/\",\"name\":\"InAmbienTe\",\"description\":\"Il Portale degli Studenti di Ingegneria\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":\"http:\/\/www.inambiente.it\/?s={search_term_string}\",\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/06\/tratto-da-le-mille-e-piu-avventure-che-avvengono-nella-citta-partenopea\/#webpage\",\"url\":\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/06\/tratto-da-le-mille-e-piu-avventure-che-avvengono-nella-citta-partenopea\/\",\"name\":\"Tratto da &quot;le mille e pi\\u00f9 avventure che avvengono nella citt\\u00e0 partenopea...&quot; - InAmbienTe\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/www.inambiente.it\/#website\"},\"datePublished\":\"2007-06-11T16:49:30+00:00\",\"dateModified\":\"2007-06-11T16:49:30+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"http:\/\/www.inambiente.it\/#\/schema\/person\/bf7848da8913bb9e7b9a040a14c8df85\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/06\/tratto-da-le-mille-e-piu-avventure-che-avvengono-nella-citta-partenopea\/\"]}]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"http:\/\/www.inambiente.it\/#\/schema\/person\/bf7848da8913bb9e7b9a040a14c8df85\",\"name\":\"domdin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"http:\/\/www.inambiente.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"http:\/\/1.gravatar.com\/avatar\/18160cdd31d624be75915209b6e50fa2?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"domdin\"}}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}