{"id":287,"date":"2009-09-14T10:04:42","date_gmt":"2009-09-14T08:04:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=287"},"modified":"2009-09-14T10:04:42","modified_gmt":"2009-09-14T08:04:42","slug":"usare-un-albero-come-un-pannello-solare-al-mit-ci-sono-riusciti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2009\/09\/usare-un-albero-come-un-pannello-solare-al-mit-ci-sono-riusciti\/","title":{"rendered":"Usare un albero come un pannello solare? Al MIT ci sono riusciti!"},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Proprio la settimana scorsa abbiamo segnalato un valido <a title=\"MIT\" href=\"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=273\" target=\"_blank\">progetto di ricerca del MIT<\/a> (Massachusetts Institute of Technology) e ora ci ritroviamo a proporre un altro validissimo progetto di ricerca, sempre dell&#8217;istituto di Massachusetts e sempre sull&#8217;uso razionale delle risorse naturali. I ricercatori del MIT, stavolta, hanno dimostrato che produrre energia elettrica dagli alberi \u00e8 cosa fattibile: basta mettere un elettrodo su una pianta e un altro nel terreno per ottenere una differenza di potenziale di 200 mV, scarica sufficiente ad accendere un piccolo circuito elettrico. Lo scopo sarebbe quello di sostituire i pannelli solari fotovoltaici (artificiali) con gli alberi (che sarebbero pannelli fotovoltaici naturali) ma, vista la bassa differenza di potenziale che si ottiene, la cosa \u00e8, per ora, poco conveniente. Infatti, un sistema simile, potrebbe essere utile a tenere attivo un piccolo impianto antincendio che potrebbe attivarsi automaticamente in caso di incendio. &#8220;Per quel che ne sappiamo &#8211; spiega il professor Babak Parviz, docente di ingegneria elettrica presso l&#8217;Universit\u00e0 di Washington &#8211; \u00e8 la prima volta che si riesce a produrre energia esclusivamente mettendo degli elettrodi negli alberi&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignright\" title=\"Energia elettroca dagli alberi\" src=\"http:\/\/sorgenia.files.wordpress.com\/2009\/07\/albero.jpg\" alt=\"\" width=\"155\" height=\"116\" \/>Un progetto simile si sta portando avanti anche in Italia, precisamente dal dipartimento di Ortoflorofrutticoltura di Firenze, che studia l&#8217;elettrofisiologia radicale gi\u00e0 da alcuni anni.&#8221;Si tratta di una scoperta interessante &#8211; spiega il professor Francesco Ferrini, direttore del dipartimento e presidente della Societ\u00e0 Italiana di Arboricoltura &#8211; generata in realt\u00e0 da un meccanismo molto semplice. E&#8217; dalla fine degli anni &#8217;60 che si ipotizza di ricavare energia dagli alberi, il libro <em>The secret life of plants<\/em> di Peter Tompkins e Christopher Bird ha segnato l&#8217;inizio di un nuovo modo di concepire il rapporto tra pianta e uomo. Ma purtroppo degli alberi e delle loro infinite risorse si sa ancora pochissimo&#8221;.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 che si hanno nella sperimentazione di simili progetti sono relativi alla durata media di vita degli esseri umani nei confronti degli alberi. Infatti, un albero pu\u00f2 vivere anche 1.000 anni ed ha tempi di reazione molto lenti. Questo problema, i ricercatori americani, sono riusciti a superarlo facendo esperimenti sulla parte che p\u00f9 velocemente si deteriora in un albero: le foglie. il professor Carlton Himes, altro membro del team che ha realizzato la scoperta, ha trascorso un&#8217;intera estate studiando le foglie d&#8217;acero, molto comuni in America, e il processo di fotosintesi clorofilliana. Il meccanismo di trasformazione della linfa grezza in linfa elaborata genera una quantit\u00e0 di energia che \u00e8 possibile intercettare e incanalare, ed \u00e8 proprio questo che i ricercatori hanno fatto, costruendo un convertitore ad hoc. Gli studiosi hanno anche inserito nel dispositivo un orologio capace di alimentarsi con l&#8217;energia prodotta dall&#8217;albero e di riattivare il circuito a scadenze prestabilite, in modo da creare un meccanismo che si autoalimenta e non si spegne mai. Proprio come il circuito vitale degli alberi. L&#8217;apparecchio nel corso dell&#8217;esperimento ha consumato circa 10 nanowatt.<br \/>\n<!--inserto--><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language=\"javascript\" type=\"text\/javascript\">OAS_RICH('Middle');<\/script--><\/p>\n<p>&#8220;Quello che abbiamo realizzato &#8211; conclude Parviz &#8211; \u00e8 molto diverso dai normali generatori di energia vegetali, ad esempio quelli ottenuti dalla patata. Abbiamo sfruttato non una reazione chimica tra sostanze diverse ma l&#8217;energia stessa dell&#8217;albero&#8221;. Una tecnologia tutta naturale che non potr\u00e0, per il momento, sostituire le centrali eoliche o quelle a energia solare, ma riuscir\u00e0 magari a creare un rapporto diverso tra alberi e uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proprio la settimana scorsa abbiamo segnalato un valido progetto di ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e ora ci ritroviamo a proporre un altro validissimo progetto di ricerca, sempre dell&#8217;istituto di Massachusetts e sempre sull&#8217;uso razionale delle risorse naturali. 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Al MIT ci sono riusciti! - InAmbienTe\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"Proprio la settimana scorsa abbiamo segnalato un valido progetto di ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e ora ci ritroviamo a proporre un altro validissimo progetto di ricerca, sempre dell&#8217;istituto di Massachusetts e sempre sull&#8217;uso razionale delle risorse naturali. 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