{"id":161,"date":"2008-01-05T16:02:48","date_gmt":"2008-01-05T14:02:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=148"},"modified":"2008-01-05T16:02:48","modified_gmt":"2008-01-05T14:02:48","slug":"imprese-politici-e-camorra-ecco-i-colpevoli-della-peste-di-roberto-saviano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2008\/01\/imprese-politici-e-camorra-ecco-i-colpevoli-della-peste-di-roberto-saviano\/","title":{"rendered":"Imprese, politici e camorra ecco i colpevoli della peste di ROBERTO SAVIANO"},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Imprese, politici e camorra ecco i colpevoli della peste.<br \/>\nGli ultimi dati dell&#8217;Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni<br \/>\ndi ROBERTO SAVIANO<\/p>\n<p>(Roberto Saviano \u00e8 l&#8217;autore di Gomorra, il best-seller che racconta un viaggio nell&#8217;impero economico e nel sogno di dominio della camorra. Qui di seguito un suo articolo).<br \/>\n\u00c3\u02c6 un territorio che non esce dalla notte. E che non trover\u00e0 soluzione. Quello che sta accadendo \u00e8 grave, perch\u00c3\u00a9 divengono straordinari i diritti p\u00f9 semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l&#8217;ossessione di emigrare o di arruolarsi.<\/p>\n<p>E&#8217; una notte cupa quella che cala su queste terre, perch\u00c3\u00a9 morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perch\u00c3\u00a9 chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete p\u00f9 vane delle discussioni bizantine e chi \u00e8 all&#8217;opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.<\/p>\n<p>Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 mostrano che la situazione campana \u00e8 incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari p\u00f9 del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology gi\u00e0 nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le p\u00f9 colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone p\u00f9 a rischio del nord Italia \u00e8 un aumento del 14%.<\/p>\n<p>Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perch\u00c3\u00a9 chi governa e chi \u00e8 all&#8217;opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perch\u00c3\u00a9 se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un&#8217;impresa &#8211; l&#8217;Ecocampania &#8211; che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia.<\/p>\n<p>Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: \u00e8 una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i p\u00f9 importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attivit\u00e0 che si esercitano sul territorio.<\/p>\n<p>Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attivit\u00e0 che vengono gestite da societ\u00e0 campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si \u00e8 in equilibrio con l&#8217;ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perch\u00c3\u00a9 come dimostra l&#8217;inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell&#8217;antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico &#8211; \u00e8 il sistema dei consorzi.<\/p>\n<p>Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica \u00e8 servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso erano vicino alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la societ\u00e0 pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realt\u00e0 consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano. Nel caso dell&#8217;inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquist\u00f2 per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la societ\u00e0 di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all&#8217;anno, mentre il fatturato dei clan \u00e8 stato di 6 miliardi di euro in due anni.<\/p>\n<p>Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, societ\u00e0 specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall&#8217;estero: da ogni parte d&#8217;Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l&#8217;autorizzazione dalla Regione. Aveva per\u00f2 l&#8217;unica autorizzazione necessaria, quella della camorra.<\/p>\n<p>Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, \u00e8 l&#8217;unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell&#8217;inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di localit\u00e0 Scafarea, a Giugliano, di propriet\u00e0 della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l&#8217;emergenza rifiuti del 2003. Chianese &#8211; secondo le accuse &#8211; \u00e8 uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l&#8217;emergenza e quindi riusc\u00c3\u00ac con l&#8217;attivit\u00e0 di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003.<\/p>\n<p>Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all&#8217;amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l&#8217;appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan.<\/p>\n<p>La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all&#8217;avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L&#8217;emergenza di allora, la citt\u00e0 colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in localit\u00e0 Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione.<\/p>\n<p>Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l&#8217;operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, propriet\u00e0 di un&#8217;azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell&#8217;80% sui prezzi ordinari.<\/p>\n<p>Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la p\u00f9 grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no.<\/p>\n<p>Secondo Legambiente \u00e8 stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere B\u00f9tiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D&#8217;Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d&#8217;Italia \u00e8 stato intombati a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse \u00e8 in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra.<\/p>\n<p>E&#8217; in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ci\u00f2 non basta a renderli colpevoli. E&#8217; in un altro paese che la maggiore forza economica \u00e8 il crimine organizzato eppure l&#8217;ossessione dell&#8217;informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell&#8217;informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 affatto la camorra ad aver innescato quest&#8217;emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l&#8217;emergenza e con l&#8217;apparente normalit\u00e0, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli.<\/p>\n<p>Quando si getta qualcosa nell&#8217;immondizia, l\u00c3\u00ac nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformer\u00e0 in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzer\u00e0 topi e gabbiani ma si trasformer\u00e0 direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall&#8217;emergenza non si vuole e non si po&#8217; uscire perch\u00c3\u00a9 \u00e8 uno dei momenti in cui si guadagna di p\u00f9.<\/p>\n<p>L&#8217;emergenza non \u00e8 mai creata direttamente dai clan, ma il problema \u00e8 che la politica degli ultimi anni non \u00e8 riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si \u00e8 finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito l\u00c3\u00ac, la discarica si intasa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rende tragico tutto questo \u00e8 che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle &#8220;sacchette&#8221; di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso \u00e8 compromesso. Chi nasce neanche potr\u00e0 p\u00f9 tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non \u00e8 riuscito a fermare e a mutare. L&#8217;80 per cento delle malformazioni fetali in p\u00f9 rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate.<\/p>\n<p>Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l&#8217;eroe epico che strappa le braccia all&#8217;Orco che appestava la Danimarca: &#8220;il nemico p\u00f9 scaltro non \u00e8 colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere p\u00f9 nulla&#8221;. Proprio cos\u00c3\u00ac, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere p\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>(5 gennaio 2008) <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imprese, politici e camorra ecco i colpevoli della peste. 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