{"id":1158,"date":"2015-05-17T20:03:03","date_gmt":"2015-05-17T18:03:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/?p=1158"},"modified":"2015-05-30T18:45:40","modified_gmt":"2015-05-30T16:45:40","slug":"open-data-uno-strumento-di-trasparenza-ed-una-opportunita-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2015\/05\/open-data-uno-strumento-di-trasparenza-ed-una-opportunita-di-sviluppo\/","title":{"rendered":"Open Data, uno strumento di trasparenza ed una opportunit\u00e0 di sviluppo."},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Lo scorso Luned\u00ec 11 Maggio 2015, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, si \u00e8 tenuto un interessante convegno sugli Open Data in Campania, organizzato dall&#8217;Ordine degli Ingegneri di Napoli, dall&#8217; Associazione Giovani Ingegneri Napoli e dall&#8217; AIGA Napoli.<!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_1161\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.inambiente.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/OD2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1161\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1161\" src=\"http:\/\/www.inambiente.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/OD2-300x225.jpg\" alt=\"Open Data\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.inambiente.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/OD2-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.inambiente.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/OD2.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1161\" class=\"wp-caption-text\">Open Data<\/p><\/div>\n<p>Gli Open Data (OD) sono uno strumento di trasparenza ma, se ben sfruttati, possono diventare anche una validissima opportunit\u00e0 di sviluppo. Avere a disposizione una quantit\u00e0 notevole di dati ed avere le capacit\u00e0 di sfruttarne le potenzialit\u00e0 pu\u00f2 portare alla nascita di nuove realt\u00e0 imprenditoriali che a loro volta posso essere da volano per determinate economie.<\/p>\n<p>Il presidente dell&#8217;Associazione Giovani Ingegneri (A.G.I.) di Napoli, <strong>Apostolos Paipais<\/strong>, tra gli organizzatore degli eventi, prima di entrare nel vivo del convegno ha fatto una brevissima sintesi di quello che vuole essere lo spirito dell&#8217;Associazione, nata da qualche mese ed aperta sia ai laureati che ai laureandi, anche se non iscritti all&#8217;ordine. Puntando poi l&#8217;attenzione sugli OD\u00a0e su quanto possono essere importanti in una societ\u00e0 continuamente connessa ed in continua mutazione.<\/p>\n<p>Tra gli ospiti c&#8217;era anche <strong>Alessandra Clemente<\/strong>, Assessore all&#8217;innovazione del Comune di Napoli, che ha introdotto il portale <a href=\"http:\/\/www.opendata.comune.napoli.it\/\">www.opendata.comune.napoli.it\/<\/a>\u00a0tramite il quale comune mette a disposizione tutta una serie di dati liberamente fruibili. Lo scopo principale del portale, secondo la giovane assessora, \u00e8 quello di avere uno strumento per rivalutare i giovani che possono sfruttare questi dati, rielaborarli e creare nuove opportunit\u00e0 di sviluppo.\u00a0Non ci sono pi\u00f9 alibi visto che la pubblica amministrazione si pone in una realt\u00e0 del tutto trasparente.<\/p>\n<p><strong>Felice Balsamo<\/strong>, resposabile degli open data per il comune di Napoli, ha illustrato la piattaforma mostrando tutta una serie di categorie di dati pubblicati: cartografici, immobili, canoni di locazione, ambiente, personale, i dati della polizia municipale, ecc.<\/p>\n<p>Balsamo, nella sua carriera, spesso si \u00e8 scontrato in realt\u00e0 nelle quali i dati difficilmente vengono diffusi e condivisi, secondo una sua visione del tutto condivisibile, <em>un dato si chiama &#8220;dato&#8221; perch\u00e9 va dato<\/em>, partendo da questa interessante affermazione, dice, gli open data sono una sorta di consacrazione delle banche dati pubbliche.<\/p>\n<p>Interessanti sono stati alcuni sviluppi in seguito alla diffusione ed all&#8217;elaborazione dei dati, ad esempio, ci si \u00e8 accorti che nel comune di Napoli nascono pi\u00f9 femmine che maschi, inoltre, in seguito alla pubblicazione dei dati sugli immobili,\u00a0l&#8217;amministrazione comunale ha capito\u00a0di possedere degli immobili che nemmeno conosceva. Infine, ha presentato alcuni casi di successo di realt\u00e0 autonome che hanno sfruttato i dati creando dei portali paralleli molto interessanti, ad esempio <a href=\"http:\/\/www.mappi-na.it\">www.mappi-na.it<\/a>, una interessante iniziativa che sfruttando gli open data messi a disposizione dal comune, mostra le principali caratteristiche urbanistiche di Napoli in forma di mappa. Oppure il sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iparcheggiatori.it\/napoli\/\">www.iparcheggiatori.it\/napoli<\/a>\u00a0tramite il quale si possono vedere su mappa tutti le zone controllate dai parcheggiatori abusivi. Infine, in modo simpatico, si \u00e8 cercato di trovare ulteriori chiavi di lettura facendo un&#8217;analisi molto interessante sui nomi dati ai bambini, in particolar modo si \u00e8 fatto riferimento al periodo in cui a Napoli giocava un certo Diego Armando Maradona, dando uno sguardo ai dati si \u00e8 visto che dal 1984 si \u00e8 avuto un vero e proprio boom di Diego e Diego Armando, nomi che fino ad allora praticamente non \u00a0venivano mai usati. Questo fino al 1990, anno in cui Maradona ha abbandonato la squadra e la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per avere un&#8217;analisi pi\u00f9 teorica e tecnica del concetto di Open Data, tra gli ospiti \u00e8 intervenuto il Prof <strong>Giorgio Ventre<\/strong> che insegna\u00a0sistemi di elaborazione delle informazione, il quale\u00a0ha posto l&#8217;attenzione sul senso stesso dei dati diffusi. Secondo il Prof. Ventre, l&#8217;OD oggi ha senso perch\u00e9 la tecnologia per interpretarli \u00e8 disponibile a tutti. E questo connubio tra tecnologia e dati permette di avere pi\u00f9 opportunit\u00e0 di sviluppo. Non basta per\u00f2 avere un sistema di diffusione dei dati ma \u00e8 importante che il dato sia attendibile, altrimenti ce ne possiamo fare poco.<\/p>\n<p><strong>Giovanni De Caro<\/strong>, digital champion del comune di Napoli \u00e8 un economista che vede gli Open Data come un&#8217;opportunit\u00e0 economica che la societ\u00e0 moderna non deve farsi sfuggire, secondo la sua visione \u00e8 proprio quando questi dati diventano difficile da gestire che possono diventare un business. Interessanti sono gli esempi reali di realt\u00e0 imprenditoriali che hanno fatto la fortuna sugli OD.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.flatiron.com\/\">Flatiron<\/a>\u00a0\u00e8 una societ\u00e0 che si occupa di salute e lo fa sfruttando gli OD, <a href=\"https:\/\/farmlogs.com\">FarmLogs<\/a>, invece fornisce un utile strumento agli agricoltori (info sulla pioggia, sulle colture, sull&#8217;accumulazione del calore nel suolo, ecc.), <a href=\"http:\/\/www.volometrix.com\/\">Volometrix<\/a>\u00a0fornisce informazioni anonime sui dipendenti.<\/p>\n<p><strong>Francesco Paolicelli<\/strong> Open Data Manager di Matera, ha completato lo sviluppo teorico dell&#8217;OD, in particolare ha posto l&#8217;attenzione sul fatto che tutti i dati pubblici della pubblica amministrazioni sono di fatto degli OD e dovrebbero essere condivisi con particolari caratteristiche. Un OD dovrebbe essere utilizzabile indipendentemente dalla piattaforma in uso, devono essere distribuiti con licenza OPEN dal proprietario spesso del dato. Pochi lo sanno ma i dati di Google Maps non sono open, lo sono, invece quelli di <a href=\"https:\/\/www.openstreetmap.org\">OpenStreetMap<\/a>.<\/p>\n<p>Gli OD sono una prima forma di lotta alla corruzione, infatti se si diffondessero tutte le informazioni relative ad appalti pubblici ci sarebbe di certo un maggiore controllo. Una base di partenza potrebbe essere il portale messo a disposizione dal governo <a href=\"http:\/\/soldipubblici.gov.it\/it\/home\">SoldiPubblici<\/a>, tramite il quale si pu\u00f2 conoscere la spesa corrente di tutto l&#8217;apparato pubblico. Su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dati.gov.it\/content\/infografica\">http:\/\/www.dati.gov.it\/content\/infografica<\/a>\u00a0si pu\u00f2 vedere la diffusione degli OD in tutta la penisola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso Luned\u00ec 11 Maggio 2015, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, si \u00e8 tenuto un interessante convegno sugli Open Data in Campania, organizzato dall&#8217;Ordine degli Ingegneri di Napoli, dall&#8217; Associazione Giovani Ingegneri Napoli e dall&#8217; AIGA Napoli.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[1],"tags":[136],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\r\n<meta name=\"description\" content=\"Gli Open Data (OD) sono uno strumento di trasparenza ma, se ben 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