{"id":105,"date":"2007-07-07T17:00:03","date_gmt":"2007-07-07T15:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=77"},"modified":"2007-07-07T17:00:03","modified_gmt":"2007-07-07T15:00:03","slug":"tecniche-di-trattamento-termico-dei-rsu-a-confronto-analizziamo-la-loro-resa-energentica-e-i-loro-gli-effetti-sullambiente-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/07\/tecniche-di-trattamento-termico-dei-rsu-a-confronto-analizziamo-la-loro-resa-energentica-e-i-loro-gli-effetti-sullambiente-prima-parte\/","title":{"rendered":"Tecniche di trattamento termico dei RSU a confronto. Analizziamo la loro resa energentica e i loro gli effetti sull&#039;ambiente. Prima Parte."},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Quando si ha la necessit\u00e0 di dover trattare termicamente un RSU, la scelta della tipologia di impianto deve essere fatta sulla base di un&#8217;attenta analisi delle caratteristiche del rifiuto. Le tecnologie maggiormente in diffusione sono [Seeker, 1990; Tillman, 1992]:<\/p>\n<ol>\n<li>Forni Rotanti (Rotary Kiln), di norma utilizzati per trattare rifiuti altamente pericolosi come i rifiuti industriali,\u00c2\u00a0omogenei ed eterogenei, solidi e liquidi ed i contenitori infetti da RTN (rifiuti tossi e nocivi) che hanno contenuto.<\/li>\n<li>Forni a Griglia Mobile (Travelling Grate), di norma utilizzati per trattare rifiuti spezzati e legnisi. Il processo di combustione si realizza in fasi distinte una prima parziale combustione la si ha quando il rifiuto cade sul leto della griglia, successivamente si ha una seconda fase di completamento della combustione quando il rifiuto si \u00e8 adagiato.<\/li>\n<li>Forni a Letto Fluido (Fluidized Bed), di nuova concezione, hanno efficienze molto elevate e trattano rifiuti sminuzzato.<\/li>\n<li>Forni con Bruciatore, di norma per rifiuti liquidi e pastosi iniettabili e che siamo buoni combustibili.<\/li>\n<li>Forni a Multi Piano (Multiple Stokers), indicati per trattare fanghi della depurazione.<\/li>\n<li>Forni a Griglia (Grate Stokers), sono i sistemi di combustione p\u00f9 usati per i materiali a rischio ed infetti, tratta anche rifiuto tal quale, e solidi a bassa densit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nonostante una cos\u00c3\u00ac vasta disponibilit\u00e0 tecnologia, per i RSU vengono principalmete adottate le prime 3 tecnologie elencate. Scegliere una delle tre tipologie di forni sopra elencate, significa condizionare la progettazione di tutto l&#8217;impianto di trattamento, sia delle fasi a monte che delle fasi a valle del forno. In questo primo appuntamento faremo una panoramica sui <strong>Sistemi di Incenerimento a Forno Rotante<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img src=\"http:\/\/www.inambiente.it\/public\/2007\/07\/kilnfire.jpg\" alt=\"Forno rotativo.\" \/><\/p>\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;impianto si ha un processo a due stadi:<\/p>\n<ul>\n<li>Una combustione primaria dei solidi nel forno vero;<\/li>\n<li>Una combustione finale dei prodotti gassosi in una camera di Post-Conbustione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La prima fase avviene nel forno cilindrico leggermente inclinato (3cm\/m) rivestito con un contenitore in acciaio e materiale refrattario. Il cilindro ruota lentamente (1 &#8211; 1.2 giri\/min) in modo da consentire la materiale di avanzare seguendo l&#8217;inclinazione del forno.<\/p>\n<p>Il flusso di solido si pu\u00f2 muove in due modi:<\/p>\n<ul>\n<li>Equicorrente al gas;<\/li>\n<li>Cotrocorrente al gas.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il tempo di permanenza del solido all&#8217;interno del forno dipende da fattori geometrici quali in diametro, la lunghezza e l&#8217;inclinazione del cilindro e da fattori operativi, quali la velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Un fattore da tenere sempre in considerazione \u00e8 che nel forno si hanno temperature molto elevate, in che pu\u00f2 portare a forti dispersioni di calore verso l&#8217;esterno. Il materiale refrattario serve appunto a ridurre le perdite di calore, inoltre, le dimensioni del forno sono piuttosto consistenti (1.5 &#8211; 2 m) in modo da ridurre il rapporto superficie esterna\/volume. La lunghezza \u00e8 di norma pari a 3 &#8211; 4 volte il diametro.<\/p>\n<p>Le temperature elevate (superiori ai 1000\u00c2\u00b0C) si rendono necessarie perch\u00c3\u00a9 all&#8217;interno del forno non si riesce ad avere un buon contatto tra il calore e il solido, e per avere efficienze elevate (99.9%) si \u00e8 costretti ad aumentare la temperatura e a lavorare con un eccesso d&#8217;aria del 100%. \u00c3\u02c6 noto che a T &gt; 1000\u00c2\u00b0C si ha la formazione di NOx che sono pericolose se immesse in grosse quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Per migliorare il processo di combustione si utilizzano sempre dei bruciatori ausiliari a combustibile convenzionale posizionati, di norma, nei pressi della testata di carico ed utilizzati in fase di avviamento o quando si immetono materiali particolari (ads esempio con basso potere calorifico).<\/p>\n<p>Volendo riassumere le principali caratteristiche della combustione nei forni rotanti si ha [Tillman, 1990]:<\/p>\n<ul>\n<li>Materiale bruciato: RSU, RDF, RTN, Rifiuti industriali ed ospedalieri;<\/li>\n<li>Temperatura del forno: 1050\u00c2\u00b0C per RSU, 1000\u00c2\u00b0C per gli ospedalieri e 1300\u00c2\u00b0C per RTN;<\/li>\n<li>Temperatura nella camera di Post-Combustione: 1000\u00c2\u00b0C per RSU e rifiuti ospedalieri, 1200\u00c2\u00b0C per RTNEccesso d&#8217;aria: 50-80% per RSU, 50-100% per i rifiuti ospedalieri, 30-80% per RTN<\/li>\n<\/ul>\n<p>Concludendo: il forno rotante \u00e8 un sistema con una buona flessibilit\u00e0 in fase di esercizio, brucia rifiuti anche molto umidi, ingombranti e che fondono durante il processo. Ci\u00f2, per\u00f2,\u00c2\u00a0richiede una p\u00f9 attenta gestione dell&#8217;impianto. Confrontato ai vari sistemi pu\u00f2 essere poco competitivo ma il suo punto di formza \u00e8 che pu\u00f2 bruciare qualsiasi tipo di rifiuto senza risentirne. Ovviamente, l&#8217;impianto emette sostanze tossiche in quantit\u00e0 magiore proprio perch\u00c3\u00a9 tratta rifiuti molto p\u00f9 pericolosi, una buona fase di post-cpmbustione e di trattamento dei fumi riduce di molto l&#8217;impatto dell&#8217;impianto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si ha la necessit\u00e0 di dover trattare termicamente un RSU, la scelta della tipologia di impianto deve essere fatta sulla base di un&#8217;attenta analisi delle caratteristiche del rifiuto. 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