{"id":102,"date":"2007-06-23T15:38:36","date_gmt":"2007-06-23T13:38:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inambiente.it\/inblog\/?p=74"},"modified":"2007-06-23T15:38:36","modified_gmt":"2007-06-23T13:38:36","slug":"lacqua-diventa-sempre-di-piu-un-business-profitti-per-il-40-rispetto-al-settore-petrolifero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.inambiente.it\/index.php\/2007\/06\/lacqua-diventa-sempre-di-piu-un-business-profitti-per-il-40-rispetto-al-settore-petrolifero\/","title":{"rendered":"L&#039;acqua diventa sempre di pi\u00f9 un Business. Profitti per il 40% rispetto al settore petrolifero."},"content":{"rendered":"<div id=\"ri_adv_end_content\"><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n\t\t\t\t<!-- Appunti Ingegneria -->\r\n\t\t\t\t<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n\t\t\t\t\t style=\"display:block\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-client=\"ca-pub-5194127282884067\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-slot=\"8299779634\"\r\n\t\t\t\t\t data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n\t\t\t\t<script>\r\n\t\t\t\t(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n\t\t\t\t<\/script><\/div><p>Ho trovato un interessante articolo sul tema scottante della privatizzazione dell&#8217;acqua potabile. Eccone un estratto (<a href=\"http:\/\/www.ambiente.it\/\">www.ambiente.it<\/a>).<\/p>\n<blockquote><p>Le previsioni si stanno avverando.<br \/>\nL&#8217;acqua potabile sta diventando sempre p\u00f9 un business di vaste proporzioni per multinazionali che cercano di conquistare una posizione dominante nel settore. Le cronache degli ultimi tempi ci dimostrano come la posta in palio sia alta: gi\u00e0 da alcuni anni gestendo soltanto il 5% dei servizi idrici mondiali le multinazionali riescono ad avere profitti pari al 40% di quelli del settore petrolifero.[&#8230;]<\/p>\n<p>Secondo le stime della Banca Mondiale, si possono individuare tre soglie che indicano il livello di deficit idrico di un paese: il livello minimo si colloca entro i mille m3 annui per persona, se il livello \u00e8 inferiore a cinquecento m3 siamo in presenza di una situazione critica, mentre al di sotto dei cento m3 annui si deve ricorrere all&#8217;importazione di acqua o a strumenti alternativi (come per esempio la desalinizzazione delle acque marine).[&#8230;]<\/p>\n<p>La tabella qui riportata (tab. 1), relativa ai dati sull&#8217;accesso mondiale a forniture di acqua nel periodo tra il 1990 e il 2000, mostra come ancora nel 2000 il 18% della popolazione mondiale non disponeva di un accesso a fonti d&#8217;acqua dolce entro un chilometro dalla propria abitazione e ben il 53% del totale non disponeva di un accesso a connessioni domestiche.<\/p>\n<table border=\"1\" align=\"center\" width=\"400\" class=\"testo\">\n<tr>\n<td>Anno<\/td>\n<td>Senza accesso (milioni)<\/td>\n<td>Accesso a fonti d&#8217;acqua entro 1 chilometro (milioni)<\/td>\n<td>Accesso attraverso connessioni domestiche (milioni)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1990<\/td>\n<td>21% (1126)<\/td>\n<td>38% (1981)<\/td>\n<td>41% (2159)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2000<\/td>\n<td>18% (1099)<\/td>\n<td>35% (4956)<\/td>\n<td>47% (2846)<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><span class=\"defaultfont\"><strong>tab. 1<\/strong> Accesso a forniture idriche.<br \/>\nFonte: WHO e UNICEF. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\">[&#8230;] La presenza di impianti per la distribuzione idrica non adeguati o gestiti in modo non corretto comporta uno spreco di acqua quantificato, secondo le stime effettuate dall&#8217;ONU, nella misura del 50% per l&#8217;acqua destinata al consumo umano e del 60% per l&#8217;acqua usata in agricoltura.<br \/>\nTale carenza gestionale si ripercuote anche sul lato qualitativo delle risorse in quanto l&#8217;assenza di impianti di depurazione per il trattamento delle acque reflue genera un progressivo impoverimento delle risorse esistenti(v), aumentando di conseguenza anche la possibilit\u00e0 di contrarre infezioni e malattie.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\">Riguardo al problema dell&#8217;inquinamento delle fonti di acqua, Shiklomanov rileva come:<\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\">&#8220;[&#8230;] ogni metro cubo di acqua contaminata scaricata nei bacini o flussi idrici naturali rende inutilizzabili da 8 a 10 m3 di acqua pura. Ci\u00f2 significa che la maggior parte delle regioni e delle nazioni del mondo si trovano gi\u00e0 oggi di fronte alla minaccia di un catastrofico impoverimento qualitativo delle loro risorse idriche&#8221;.[&#8230;]<\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\">Il WHO\/UNICEF Joint Monitoring Programme indica in una quantit\u00e0 di 20 litri\/giorno per persona da una sorgente entro un chilometro di distanza come la quantit\u00e0 minima per assolvere alle diverse esigenze nutritive e di igiene di una persona (altri autori indicano in 50 litri\/giorno la quantit\u00e0 necessaria).[&#8230;]<\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\">I dati forniti dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 evidenziano le dimensioni dell&#8217;emergenza: ogni 15 secondi un bambino muore per la diarrea e nel solo 1998 ben due milioni persone sono morte per disturbi legati a questa malattia.[&#8230;]<\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\">Possiamo vedere sinteticamente come il peggioramento sar\u00e0 dovuto a fenomeni strettamente collegati tra loro come l&#8217;aumento della popolazione mondiale e la necessit\u00e0 di incrementare la produzione agricola. Analizzando i dati relativi alla richiesta di acqua dolce ci accorgiamo che i consumi maggiori si hanno proprio nel settore agricolo.[&#8230;] Il consumo di acqua per scopi industriali costituisce la seconda fonte di prelievi dopo l&#8217;agricoltura; si calcola inoltre che questi tenderanno ad aumentare fino a rappresentare circa il 24% del totale entro il 2025.[&#8230;]<\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\">Alla luce di questi dati, s&#8217;intuisce come il rapporto tra scarsit\u00e0 delle risorse ed aumento della richiesta delle stesse possa portare ad un aumento esponenziale del prezzo dell&#8217;acqua laddove si decida di lasciare l&#8217;intero settore in mani private. Inoltre, come avremo modo di vedere successivamente, la situazione potrebbe portare tra non molto all&#8217;esplosione di vere e proprie &#8220;guerre dell&#8217;acqua&#8221;. [&#8230;]<\/span><\/p>\n<p><span class=\"defaultfont\"><\/span><span class=\"defaultfont\"><\/p>\n<ul>\n<li><a name=\"i\" title=\"i\"><\/a>Fantini Emanuele, \u00e2\u20ac\u0153La privatizzazione fa acqua\u00e2\u20ac\u009d, in Volontari per lo sviluppo, n\u00c2\u00b0 46, Marzo 2006, pag. 8.<\/li>\n<li><a name=\"ii\" title=\"ii\"><\/a>ONU: 2003 Anno internazionale dell&#8217;acqua dolce, pubblicato dal Dipartimento delle Nazioni Unite per l&#8217;informazione Pubblica; sito internet: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.wateryear2003.org\/\">http:\/\/www.wateryear2003.org<\/a>.<\/li>\n<li><a name=\"iii\" title=\"iii\"><\/a>Esistono pareri discordanti circa le possibilit\u00e0 di utilizzo di questa tecnica di trattamento delle acque saline, sia per i costi elevati sia per l&#8217;impatto ambientale che pu\u00f2 avere.<\/li>\n<li><a name=\"iv\" title=\"iv\"><\/a>Di questi 30 paesi, 11 si trovano nel continente africano e 14 in quello asiatico. Fonte: water resources, FAO AQUASTAT 2002; sito internet: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.fao.org\/ag\/agl\/aglw\/aquastat\/main\/index.stm\">http:\/\/www.fao.org\/ag\/<br \/>\nagl\/aglw\/aquastat\/main\/index.stm<\/a><\/li>\n<li><a name=\"v\" title=\"v\"><\/a>Si calcola che nei paesi in via di sviluppo il 90% delle acque reflue non subisca trattamenti di alcun genere.<\/li>\n<li><a name=\"vi\" title=\"vi\"><\/a>Shiklomanov, Igor, in AAVV, <em>Del diritto alla buona acqua<\/em>, a cura di Fondazione Roberto Franceschi., Milano, Fondazione Roberto Franceschi, 2002, p. 23; sito internet: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.fondfranceschi.it\/\">http:\/\/www.fondfranceschi.it\/<\/a><\/li>\n<li><a name=\"vii\" title=\"vii\"><\/a>Fonte: World Health Organization, <em>Domestic water quantity, service level and health<\/em>; sito internet:<br \/>\n<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.who.int\/water_sanitation_health\/diseases\/wsh0302\/en\/index.html\">http:\/\/www.who.int\/water_sanitation_health<br \/>\n\/diseases\/wsh0302\/en\/index.html<\/a><\/li>\n<li><a name=\"viii\" title=\"viii\"><\/a>Ibidem.<\/li>\n<li><a name=\"ix\" title=\"ix\"><\/a>Dichiarazione del Segretario Generale ONU Kofi Annan; Rapporto del millennio ONU: 2003 Anno Internazionale dell&#8217;acqua dolce; sito internet: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.wateryear2003.org\/\">http:\/\/www.wateryear2003.org<\/a>. <a name=\"i\" title=\"i\"><\/a>&gt;<\/li>\n<li><a name=\"x\" title=\"x\"><\/a>World Health Organization, <em>Global water supply and sanitation assessment 2000 report<\/em>, World health organization and United nations childrens fund, 2000; sito internet: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.who.int\/\">http:\/\/www.who.int<\/a>.<\/li>\n<li><a name=\"xi\" title=\"xi\"><\/a>Consumo di acqua dolce nel 2000: 69% per le attivit\u00e0 agricole, 21% per l&#8217;industria e il 10% per le attivit\u00e0 domestiche; sito internet: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.fao.org\/english\/newsroom\/news\/2002\/9700-en.html\">http:\/\/www.fao.org\/english<br \/>\n\/newsroom\/news\/2002\/9700-en.html<\/a><\/li>\n<li><a name=\"xii\" title=\"xii\"><\/a>Nel World Food Summit del 1996, si \u00e8 posto come obiettivo la riduzione del numero di persone che soffrono di malnutrizione di 400 milioni di unit\u00e0 entro il 2015.<\/li>\n<li><a name=\"xiii\" title=\"xiii\"><\/a>Secondo le previsioni, l&#8217;uso di acqua per scopi industriali tender\u00e0 ad aumentare passando da circa752 km3\/anno del 1995 a circa 1170 km3\/anno nel 2025, arrivando quindi a rappresentare circa il 24% dei consumi totali di acqua.<\/li>\n<li><a name=\"xiv\" title=\"xiv\"><\/a>Gleick, H. Peter, <em>Water in crisis<\/em>, op. cit., p. 105; Petrella, Riccardo,<em> Il manifesto dell&#8217;acqua<\/em>, op. cit., pp. 31-33.<\/li>\n<li><a name=\"xv\" title=\"xv\"><\/a>La popolazione mondiale ha superato la soglia di 6 miliardi di persone nel 1999. Nel 1804 la popolazione era circa pari ad 1 miliardo di persone, nel 1927 raggiunse la soglia di 2 miliardi. Nel 1960 la popolazione contava 3 miliardi di persone . Dopo 14 anni era salita a 4 miliardi e nel 1987 si superarono i 5 miliardi di unit\u00e0; World Health Organization, <em>Global water supply and sanitation assessment 2000 report<\/em>, op. cit.<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"right\" class=\"art_firma\"><strong>Dott. Filippo Vannucci<\/strong><\/p>\n<p><\/span><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho trovato un interessante articolo sul tema scottante della privatizzazione dell&#8217;acqua potabile. Eccone un estratto (www.ambiente.it). Le previsioni si stanno avverando. 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