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05 apr, 2008

Le due facce di una Italia davvero poco innovativa. Il nord si vanta sul sud ma a conti fatti: stiamo inguaiati tutti.

Posted by: domdin In: Flash News| Parliamone| Ricerca e Sviluppo| Riflessioni| Svago & Ambiente| Università | Articolo letto 33 volte/a

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Nel nostro paese, tra nord e sud c’è una netta ed indiscussa differenza, sotto tutti i punti di vista. È assolutamente legittimo pensare che nelle regioni del nord d’Italia si vive meglio che in quelle del sud, ma se estrapoliamo questo paragone ad altre realtà europee ci rendiamo conto che il tanto moderno ed efficiente nord, non è che sia poi questa gran bella cosa. Ovviamente, giustifico queste mie parole con la cronaca di due interessanti iniziative, una francese (per la verità già funzionante) ed una spagnola.

Bordeaux. La città francese di Bordeaux, famosa per il suo vino, ha un centro storico definito patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Nonostante il valore storico ed architettonico, nella città si viaggia con un sistema di tram moderno e funzionale. Il progetto originario prevedeva la costruzione di una metropolitana, solo in un secondo momento si è optato per il tram. Il sistema tramviario è innovativo non solo nella flotta di vetture, ma soprattutto per il fatto che nelle zone ad elevato interesse turistico-architettonico, non ci sono i tanto odiati fili di alimentazione. In pratica i convigli vengono alimentati dalle rotaie. Questo sistema noto come “sistema di alimentazione a terra o APS“, permette di limitare di molto l’impatto visivo ed evita di intaccare le facciate degli edifici storici per la disposizione dei soliti tiranti. Insomma, bassissimo impatto ambientale (i tram sono elettrici e non hanno gas di scarico) e nessuna interverenza con il paesaggio. In pratica e come se passassero degli autobus elettrici.

Firenze. Chi ha avuto modo di passare qualche giorno a Firenze può rendersi conto di quanto è stata grande la nostra patria. Peccato, pero, che i burocrati ed amministratori del terzo millennio siano rimasti all’epoca del tempo che fu. A molti deve essere arrivata all’orecchio la polemica che i comitati civici hanno attivato nei confronti del comune che sta costruendo una linea tramviaria, la quale attraverserà il centro storico di Firenze non risparmiando nemmeno il famoso Battistero. Già cominciano a spuntare i primi pali per l’alimentazione delle vetture e con essi le prime, vere, proteste. Anche Vittorio Sgarbi si è schierato a sfavore del progetto, ormai in fase di realizzazione. Nonostante nella ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) che ha vinto la gara per la costruzione della rete tramviaria, ci sia la famosa Alstom (è la stessa azienda che ha costruito i tram di Bordeaux), non ho letto da nessuna parte della possibilità di alimentare i tram con il “sistema di alimentazione a terra o APS”. Insomma, in Europa si cresce e si costruisce con la mente al futuro, nel tanto funzionale nord d’Italia siamo ancora fermi agli inizi del novecento. Alla faccia dell’innovazione e del progresso.

Madrid. La Spagna, fino a qualche anno fa considerata inferiore all’Italia, ormai ci ha superato prepotentemente. Chi si ostina ad affermare il contrario si vede che in Spagna non ci è mai andato. Barcellona è un vero sistema urbanistico moderno e funzionale, e la capitale Madrid viaggia ormai a vele spiegate verso il terzo (se non quarto) millennio. Ho appena letto una notizia che vede il comune madridino impegnato nell’installazione di impianti wi-fi per la connessione ad internet nelle 9475 pensiline dei bus cittadini. Sarà possibile chattare, leggere email, telefonare (con skype), il tutto gratuitamente e senza limitazioni. Non solo questo, infatti gli impianti verranno installati anche sui tutti gli autobus (molti dei quali di fabbricazione italiana). Una vera cyberg-meraviglia, non trovate?

E da noi? Sinceramente, nel nostro paese, non ho mai sentito una notizia del genere. Sempre di più le compagnie telefoniche si accaniscono su di noi con efferte e proposte allettanti e mai che lo stato ci mettesse la sua. Solo nelle università si ha la possibilità di sfruttare le reti wi-fi, ma per chi l’università non la vive?

Siamo proprio fermi al palo: Italia 0 – Resto D’Europa 2.

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