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03 apr, 2008

Arrivano i nostri, mi verrebbe da dire, ma ho l’amaro in bocca. Esercito e Stati Uniti, insieme per salvarci dall’immondizia. E noi ingegneri?

Posted by: domdin In: Ingegneria| Parliamone| Rifiuti| Rifiuti Tossici| Riflessioni| Trattamento termico dei Rifiuti. | Articolo letto 96 volte/a

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Prima di fare alcune considerazioni, riporto integralmente una notizia che ho letto su InterNapoli riguardante l’arrivo di esperti statunitensi che avrebbero l’incarico di salvarci dall’emergenza rifiuti.  

Si è imbarcato nel pomeriggio di ieri dal porto di Cagliari su una nave diretta a Napoli il contingente del V Reggimento Genio guastatori della Brigata Sassari. A chiederlo nei giorni scori era stato il Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro. Si tratta di 100 uomini al comando del col. Salvatore Carta, il quale assumerà la guida del task force del Genio che sta operando in Campania. Il contingente giunto dalla Sardegna porta anche mezzi (camion e attrezzature) per le operazioni di rimozione e pulizia. Il traghetto della Tirrenia “Domitianà”, ha ormeggiato al molo 15 del terminal traghetti di Porta Massa. L’autocolonna militare è composta da 113 soldati con 14 camion più due pullman e una gru per complessivi 240 metri lineari. Si prevede che in settimana ci saranno ulteriori arrivi.

Intervento statunitense. Intanto cinque aziende statunitensi specializzate nella realizzazione di rigassificatori e termovalorizzatori e nel trattamento rifiuti hanno illustrato i loro progetti e le esperienze in un incontro presso il consolato americano a Napoli. Un contributo americano dunque per la risoluzione dell’emergenza rifiuti. Così il console generale degli Stati Uniti, Patrick Truhn, ha inteso l’incontro che si è svolto ieri tra imprenditori statunitensi del settore dello smaltimento di rifiuti e rappresentanti delle istituzioni locali campane. I rappresentanti di cinque aziende, tre specializzate nella realizzazione di rigassificatori e termovalorizzatori e due nella consulenza su temi inerenti il trattamento dei rifiuti, hanno illustrato a rappresentanti delle cinque province campane – in una prima parte dell’incontro avvenuta a porte chiuse – i progetti delle loro imprese, alcune delle quali già operanti in Italia.

Una nuova tecnologia. La tecnologia adottata dai rigassificatori di una delle aziende che hanno partecipato all’incontro, proveniente dalla california, brevettata come “plasmaFill”, si propone di convertire rifiuti solidi urbani, frazione verde, inerti da costruzione, rifiuti ospedalieri e – dice Jebb – anche rifiuti tossici, in gas a combustione pulita, resa possibile grazie all’assenza di ossigeno e a una temperatura di 1.300 gradi. Il gas, spiega l’imprenditore, viene trasformato in energia, mentre le ceneri residue possono essere utilizzate come fertilizzante o per realizzare cemento. Gli impianti californiani, che hanno ricevuto il “green certificate” della Banca Mondiale, sono presenti a Monterrey in Messico e nello stato di Washington, mentre altri tre sono in costruzione in California, vicino a San Francisco e a San Diego.

Fonte: www.internapoli.it

Detta così sembra che i nostri amici americani hanno scoperto… l’”America”, ma è proprio necessario? Mi spiego con poche parole.

Nella storia della tecnologia moderna, si annoverano centinaia di sistemi per lo smaltimento dei rifiuti, sistemi validissimi e spesso recensiti anche da noi. Mi spiegate a che serve far intervenire questi “esperti” statunitensi, quando alla fine si limitano a dire le stesse cose che il mondo scientifico italiano dice da decenni? Si parla di “PlasmaFill”, ma altro non è che un normale processo di gassificazione con, almeno spero, qualche sistema diversificato da quelli classici. Insomma, invece di parlare sempre delle stesse cose perché non si comincia a fare delle scelte serie? Basterebbe prendere delle decisioni intelligenti e pesate nella coscienza e non solo nella busta paga. Tanto si sà, i consulenti (spesso nostri professori universitari) quando devono consigliare mettono la scienza da parte.

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3 Responses to "Arrivano i nostri, mi verrebbe da dire, ma ho l’amaro in bocca. Esercito e Stati Uniti, insieme per salvarci dall’immondizia. E noi ingegneri?"

1 | Just Walter

aprile 3rd, 2008 at 20:18

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…l’esercito? pensano di risolvere sempre tutto con l’esercito? Per evitare che questa crisi dell’immondizia si ripeta, la soluzione è la seguente:

passo 1) nelle scuole , invece di musica e religione, bisognerebbe insegnare come si fa la raccolta differenziata e cercare di trasmettere un po’ di educazione e senso civico ai cittadini del domani.
passo2) mandare l’esercito ed eliminare per intero la classe politica e dirigente.

2 | Edoardo

aprile 3rd, 2008 at 23:08

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Chissà se l’esercito serve per rimpiazzare le unità già presenti o per rafforzarle?

Riguardo agli ingegneri avete notato che parlano tutti tranne gli esperti? Mettere fine all’emergenza non conviene a nessuno perchè ci guadagnano tutti tranne noi!!

3 | admin

aprile 4th, 2008 at 15:17

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@Edoardo: credo che i militari della Sassari servono a rafforzare il contingente che è già utilizzato. Per quanto riguarda i presudo esperti che parlano sono d’accordo. In effetti a parlare sono sempre i meno qualificati che non fanno altro che alimentare la confusione nella mente delle persone. È singificativo il fatto che persone come Iacuelli tengono conferenze e incontri con studenti e cittadini in tutta Italia meno che a Napoli. Quanta confusione e quanta poca organizzazione!!!

@Walter: credo che nelle scuole si insegni come fare raccolta differenziata già da un po’, almeno i ragazzi del futuro cresceranno positivamente condizionati.

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